Buon Compleanno Italia!

Una particolare cartolina d’auguri per la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Chi l’ha realizzata non pensava di avere tanto successo, ma si sbagliava. Migliaia di accessi al giorno per vedere, leggere ed ascoltare  immagini, parole e musica  che danno speranza al nostro futuro.

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Pubblichiamo un articolo del nostro amico e Segretario delle Settimane Sociali, Edoardo Patriarca. già Presidente dell’Agesci

Non ci posso credere, e ancora non ci credo. Anche sulla festa del 150° anniversario dell’unità  d’Italia, il 17 marzo 2011, le classi dirigenti – quelle che si reputano tali – hanno dato uno spettacolo inverecondo e da retrobottega. Ha cominciato la presidente di Confindustria, preoccupata per la perdita di ore di lavoro e del calo di Pil che ne deriverebbe. Si è poi aggiunto Giuliano Amato presidente del comitato-fantasma per i festeggiamenti dell’anniversario. A seguire i ministri Calderoli e Gelmini: ma non era un provvedimento proposto dal Governo? E poi, ciliegina finale, il presidente della provincia di Bolzano, che non festeggerà perché, a suo dire, lui rappresenta la sola minoranza austriaca e non tutti gli abitanti elettori della provincia. Il presidente Napolitano è costretto a intervenire con l’ennesimo richiamo al senso, al rispetto delle istituzioni e all’onore di coloro che le rappresentano. Paese piccino piccino, a sentire questi signori. Ma la stragrande maggioranza degli italiani, piccini piccini proprio non lo sono. Amano il loro Paese: se ne accorgono soprattutto quando sono all’estero, o quando mandano i loro ragazzi in giro per il mondo a studiare e a lavorare.
Rilanciamo e non rassegniamoci a questa deriva qualunquistica e cinica.
Per parte mia, vorrei festeggiare ricordando mio nonno che nel 1919 parte per New York a far soldi: quasi analfabeta, lascia  un paesino sperduto dell’Abruzzo, e tornerà – ahimè per mia nonna – più povero di prima. Vorrei festeggiare pensando a mio papà, che nei primi anni ‘60 decide di emigrare in Emilia Romagna per farci studiare, e per mia mamma che in casa tesseva le maglie dando vita, assieme ad altre centinaia e centinaia di donne, al miracolo del distretto tessile carpigiano. Penso a mio suocero, giovane carabiniere catturato dai tedeschi, scappato e tornato in Italia, per poi continuare a fare il carabiniere con fedeltà e dedizione fino alla pensione. Vorrei festeggiare per Don Nino, mio padre spirituale, che a 10 anni mi ha preso per mano e fatto scoprire lo scautismo, i valori della fedeltà e della promessa data, della bellezza delle cose ben fatte e del servizio reso agli altri. E come non ricordare Borsellino che in una serata triste e memorabile, ma ferma e piena di dignità, a Palermo, consegnò a più di 5000 giovani dell’Agesci il testimone di Giovanni Falcone. Ho ancora quella serata nel mio cuore, indimenticabile, già segnata dalla tragedia che sarebbe giunta nei mesi successivi. Un pensiero ai giovani italiani accorsi volontari in tutte le catastrofi naturali che hanno coinvolto il paese, e ai tantissimi di loro sparsi per il mondo a dedicare tempo a servizio dei più poveri. E penso ad alcuni amici imprenditori che stanno difendendo l’azienda a denti stretti, e che hanno deciso di rischiare in proprio, mettendo in gioco il patrimonio familiare accumulato da generazioni.
Sono tutti italiani.
Festeggiamo con orgoglio e onore il 17 marzo. Non affidiamo l’anniversario a questa politica stanca e litigiosa. Prendiamoci il 17 marzo: chiediamo ai nostri sindaci di aprire le sale consiliari, e all’associazionismo di ritrovarsi in piazza per fare festa, insieme ai tanti che oggi vivono con fatica. L’Italia è anche loro, anzi è per loro.
E compriamo una coccarda tricolore, piccola ed elegante come sappiamo fare noi italiani, portiamola per un giorno. Per farci gli auguri consiglio di cliccare su http://auguri.tecnova.it: belli e commoventi.
Edoardo Patriarca