AGAPE del Giovedì Santo

Agape del Giovedì Santo – con i cibi del rito ebraico come al tempo di Gesù

AGAPE del Giovedì Santo
Parrocchia Maria Ausiliatrice - La Spezia

“Gli ebrei del tempo di Gesù erano divisi a seconda delle tribù e in farisei, scribi, sacerdoti e leviti, sadducei, zeloti, esseni e, dopo, a causa della diaspora, in molti gruppi a seconda della regione in cui si erano stabiliti (ad es. ashkenaziti in Germania, ebrei orientali nell’Europa dell’est, sefarditi nella penisola iberica sino alla loro cacciata, quando migrano in Italia e nei Balcani, nonché in tutto il bacino del Mar Mediterraneo, in Marocco, Egitto, Palestina, Turchia, in Olanda, Inghilterra e America, poi i mizrahi in Oriente e in Africa e i falasha in Etiopia, ecc.). Seppure divisi, a Pasqua celebravano gli stessi riti e si sentivano lo stesso popolo di Mosè nell’esodo dall’Egitto. Così noi cristiani, con le nostre specifiche vocazioni, associazioni, gruppi, sparpagliati nelle varie parrocchie e diocesi, anche se provenienti da nazioni diverse, ci sentiamo parte dell’unica Chiesa, Corpo Mistico di Gesù, vite di cui siamo i tralci, nell’Eucarestia.”
Questa è stata l’introduzione per la cena del Giovedì Santo del 2011 preparata dalla Comunità MASCI Mario di Carpegna di La Spezia alla Parrocchia “Maria Ausiliatrice” al Canaletto.
Con canti e con la spiegazione dei simboli con cui era apparecchiata la tavola e dei cibi e di come sono stati preparati, e con letture (Es 12,1-14 ; Eb 10,4-10 ; Mt 26-29), ci siamo introdotti al mistero del passaggio alla terra promessa ed alla vita nuova del regno dei cieli, reso possibile grazie al sacrificio della Croce da parte di Gesù, Dio incarnato, che per Amore di tutti gli uomini si è donato per salvarci dal peccato e dalla morte, dimostrandoci che Lui può tutto, risorgendo.

Dalle riflessioni libere dei commensali e dalla condivisione di Don Renato, il parroco, è salita la lode a Dio per averci portato a questo momento ricco ed intenso di unità e pure la riflessione che, come i cibi di questa cena, un po’ amari ed un po’ dolci (le erbe amare e l’haroset), pure la nostra vita è un misto di gioia e sofferenza, ma bisogna mescolarle insieme perchè pure il dolore sia preso con gioia, perché la nostra personale Croce è il traghetto ad una vita nuova.