Libera: la giornata della memoria e dell’impegno

17 marzo 2012, una data che non dimenticheremo facilmente. Abbiamo vissuto la 17^ giornata organizzata da Libera per rinnovare annualmente la memoria delle vittime di tutte le mafie e dell’impegno per rimuovere questo cancro della società.

“Libera: Associazioni, nomi e numeri contro la mafia”, così recita lo slogan dell’associazione promossa da Don Ciotti.

Tra le associazioni c’è anche il Masci che ha aderito con la delibera dell’assemblea nazionale del 2010.

Eccoci così coinvolti: appuntamento  il sabato mattina alle 9 davanti allo Star Hotel dove attendiamo il pullman degli Adulti Scout proveniente da Torino.

Messo insieme il gruppo, ci uniamo agli scout dell’Agesci e ci accorgiamo subito che l’evento l’hanno preparato bene e per tempo. Nel cuore dei giardini di Brignole, prima di unirsi al corteo, assistiamo al saluto dei responsabili regionali e nazionali. Poi, usciamo dal “bosco” e ci uniamo ad una marea umana dai mille colori delle bandiere e degli striscioni.

Diciamo la verità. Credo che  noi Adulti Scout della Liguria, abbiamo vissuto questo corteo come esordienti. Normalmente nelle nostre attività  ragioniamo, discutiamo, relazioniamo, pubblichiamo, ma ….. non manifestiamo.

Per molti l’ultima discesa in piazza risale ai tempi del liceo o dell’università. Sfruttiamo quindi l’occasione.

Impressiona vedere persone venute da molto lontano che hanno voluto portare la loro testimonianza: sindaci, studenti, semplici cittadini. Anche molti scout.

Mentre aspettiamo la partenza del corteo: “quanti saremo?”… “Arriva un’altro Pullman”… “Sono quasi due ore che aspettiamo, andiamo a prendere un caffè così approfittiamo del bagno?”.

Finalmente si parte. Un serpentone enorme che lentamente percorre viale Brigate (Partigiane o Liguria? non lo ricordo mai). Ovunque ti giri vedi fazzoletti scout. Agesci, Masci, Cngei mescolati tra la gente.

Valutiamo di essere nella prima metà del corteo ma quando arriviamo al Porto Antico, tutta l’area è già piena e intravediamo il palco degli oratori piccolo piccolo sullo sfondo. Per fortuna davanti a noi c’è un maxi schermo che ci permette di seguire gli interventi.

Qualche striscione apparso sulle mura della Marina ricorda che c’è anche un movimento No Tav, ma nessuna interferenza sulla vera essenza della giornata della memoria e dell’impegno.

La cerimonia al Porto Antico è iniziata con la lettura dei nomi delle oltre 800 persone uccise dalla mafia e comunque riconosciute….. poi ci sono le altre non riconosciute.

Alcune persone hanno portato la loro testimonianza di parente di una delle vittime.

E’ seguito l’intervento di Don Ciotti. Toccante, preciso e non le ha mandate a dire.

Tutto intorno un silenzio toccante. Tutti attenti, anche i bambini.

Del discorso di Don Ciotti mi hanno colpito due storie: una di un bambino portato a morire con puntura letale iniettata da un dottore perchè testimone di un omicidio di mafia.

La seconda la conoscevo ed è la storia di Peppino Impastato raccontata nel film “Cento passi”.  (Se su Google cercate Cento passi you tube, troverete parti del film e la bella canzone dei Modena City Rambler). Cosa non sapevo era che al tempo i carabinieri avevano liquidato come suicidio un morto che prima di esplodere in aria aveva preso a testate i massi intorno nel raggio di decine di metri lasciandoli tutti sporchi di sangue……

Di ogni evento bisogna cogliere qualcosa che ci serva per la vita: ecco cosa ho raccolto e fissato del discorso di don Ciotti:

Per combattere la mafia ci vuole RESPONSABILITA’ E IMPEGNO, Responsabilità ed impegno personale ed impegno di tutti. Mi sembra che la massiccia presenza degli scout giovani e adulti sia un segnale che l’impegno passa tramite l’educazione di giovani e adulti.

L’altro punto che ho fissato è quello della “Zona Grigia”. La mafia oggi non è coppola e lupara. Non sono le facce brutte che fanno paura, ma l’insieme dei professionisti e dei politici e magistrati che fiancheggiano, riciclano, gestiscono la finanza, gli appalti, la legge e la giustizia con comportamenti diciamo…. border line.

Non è mancata anche una sferzata per la Chiesa. Don Ciotti ha ricordato la bella veglia della sera prima in cattedrale con il cardinale Bagnasco,  ma ha chiesto a gran voce che che le posizioni contro la mafia siano sempre chiare e nette.

L’intervento si è chiuso con l’invito  a non mollare sul reato di concorso esterno alla mafia. E’ proprio li che si gioca la partita contro la zona grigia…

Verso le 13,30 pausa per il pranzo.

Nel pomeriggio ci sono stati una ventina di seminari molto interessanti, ma essendo a numero chiuso, non ho avuto l’opportunità di iscrivermi per tempo perchè tutti i posti erano esauriti.

Nel pomeriggio gli adulti scout del Piemonte hanno fatto una breve visita al centro storico (quello più grande d’Europa) . Una guida d’eccezione: il segretario regionale Alessandro.

Ma non è finita qui……

Alla sera abbiamo partecipato alla VEGLIA DELL’ AGESCI ALLA SALA CHIAMATA DELLA COMPAGNIA UNICA DEL PORTO DI GENOVA.

(Chi l’avrebbe mai detto quindici anni fa che questa sala sarebbe diventato un luogo abituale degli eventi scout come assemblee e convegni? Mah! Non ci sono più i portuali di una volta :)…. )

L’adesione dei Clan e delle Comunità capi è stata così numerosa che l’organizzazione ha dovuto sdoppiare la veglia in due appuntamenti e la partecipazione del Masci è stata limitata all’esecutivo regionale ed alle pattuglie.

Alle 18,30 ci siamo trovati in una piazza colma di giovani e adulti in ordinata e allegra attesa.

Alle 19 tutti dentro. Ognuno ha raggiunto il proprio posto seduto sul pavimento in file ordinate. Solo gli adulti scout si sono sistemati su alcune panche laterali onde evitare il pericolo dell’intervento della gru per ritornare nella posizione eretta.

Prova le luci, prova i suoni e poi via con un’introduzione di immagini su Genova con musica di De Andrè che scalda sempre gli animi.

Poi è iniziata la parte recitata e partecipata da moltissimi dei presenti.

Immagini, persone, luci, cartelli, aquiloni, navi di carta che passano sopra le teste del pubblico sempre coinvolto e attento. Il tutto per ribadire che la mafia è ovunque nel nostro Paese e che per vincere  non basta l’impegno delle istituzioni ma solo l’impegno personale di tutti può fare la differenza.

Mi ha colpito particolarmente l’attenzione e la cura posta dai moltissimi partecipanti. Oltre 5 Clan di Rover e Scolte che in perfetto silenzio e sintonia si spostavano continuamente dal loro posto in platea al palco.

Alla fine un ringraziamento a tutti i protagonisti davanti e dietro le quinte, per l’ora emozionante vissuta.

Si esce dalla porta laterale perchè il piazzale è già pieno di altri che aspettano di entrare per la replica.

Guido

 

 

IMMAGINI DAL CORTEO

IMMAGINI DALLA VEGLIA AGESCI