Uno Scatto di Competenza

Nell’ambito delle attività di  “Albo delle Competenze” in seguito ad una precisa richiesta AGESCI, la pattuglia MASCI AGESCI ha promosso, grazie alla disponibilità di Vittorio Puggioni della Comunità MASCI Valpolcevera, una nuova attività che si affianca a quelle già in essere per le “Fucine” (formazioni capi AGESCI) e per i “Campetti di Competenza”, di cui è programmato il rinnovo quest’anno nei mesi di Giugno e Luglio. Di seguito la relazione/verifica di Vittorio.

 

Campo di Specialità: “Fotoclick, il mondo in uno scatto”

 

Quando Alessio Gerundino, capo reparto del Ge 100, mi ha proposto, in virtù della mia professione, di intervenire al Campo di Specialità sulla fotografia organizzato dall’Agesci, ho accettato molto volentieri e così, domenica 25 marzo ci siamo ritrovati a Santa Maria di Castello per una breve, ma intensa full immersion nella fotografia. Ma prima di descrivervi brevemente questa attività, mi sembra doveroso fare una premessa, con le parole riportatemi dallo stesso Alessio “Geru” Gerundino:

 

I Campi di Specialità, per quest’anno svoltisi nel fine settimana del 24 e 25 marzo in varie località del territorio ligure, sono un evento coordinato da Agesci Liguria – branca E/G e rivolto a ragazze e ragazzi in cammino sulla tappa della Scoperta, o che abbiano appena iniziato la tappa della Competenza, del primo e secondo anno di Reparto (di norma, frequentanti la seconda e terza media).

 

Ogni Campo è organizzato e gestito da staff di Capi scout liguri, di cui la pattuglia regionale E/G garantisce la competenza ed esperienza, ed è incentrato su un ambito “tecnico” scout (le Specialità di branca E/G) che verrà approfondito e giocato.

 

Questo evento si configura come un momento importante per la crescita personale delle ragazze e dei ragazzi, sia per l’acquisizione di competenze tecniche, sia per il confronto con coetanei provenienti da altri gruppi scout liguri, ricchi di un diverso bagaglio di esperienze.

 

Nel nostro campetto dal titolo “Fotoclick, il mondo in uno scatto”, abbiamo cercato di far avvicinare i ragazzi al mondo della fotografia con un atteggiamento un po’ più critico. Nella giornata di sabato ci siamo soffermati di più sul funzionamento tecnico della macchina fotografica, abbiamo costruito una “camera oscura” (sul funzionamento del foro stenopeico), e alla sera abbiamo giocato con le nostre conoscenze tecniche. La domenica, invece, con l’ausilio di alcuni esperti, ci siamo dati alla pratica, “scorrazzando” qua e là per il porto antico a scattare le nostre foto, e dedicandoci dopo la ripresa ai rudimenti del fotoritocco.

 

Bene, io mi sono occupato della ripresa fotografica, gli argomenti erano: paesaggi, ritratti e monumenti: alle ore 9.30 ho incontrato i partecipanti al campo, 32 ragazzi, che abbiamo dovuto dividere in due gruppi, per cui il percorso fotografico è stato ripetuto due volte nell’arco della mattinata… Ho iniziato dal Chiostro di S. Maria di Castello dove ho introdotto il tema della luce e delle differenti condizioni di luce che possiamo incontrare semplicemente guardandoci intorno. Argomento che mi ha consentito di spiegare il concetto di esposizione di una foto per arrivare allo scatto della stessa. Ci siamo mossi dal chiostro ed abbiamo raggiunto l’area del Porto Antico, individuati i soggetti da riprendere ho dato indicazione ai ragazzi su quello che dovevano tenere dentro l’inquadratura, considerandolo il soggetto principale della nostra foto, lasciandoli liberi di scegliere il punto di ripresa a loro più congeniale. Ci siamo spostati per raggiungere un nuovo punto di osservazione, questa volta con il soggetto in controluce: anche in questo caso stesse indicazioni della ripresa precedente, ma in opposte condizioni di luce, e anche qui li ho lasciati liberi di scegliere il punto di ripresa a loro più congeniale. L’esercizio cerca di mediare la libertà creativa con la necessità di ottenere un’inquadratura precisa, secondo le indicazioni ricevute. Altro spostamento verso una zona d’ombra chiara, che abbiamo sfruttato per la realizzazione dei ritratti; qualche nota tecnica (tranquilli non vi annoierò descrivendovi tecnicismi vari…) e via, i ragazzi si sono fotografati a vicenda, ottenendo anche alcune immagini davvero belle. Infine, ultimo trasferimento verso il monumento di Ghandi; ho scelto questa statua sia per la collocazione, che per il tipo di materiale usato (e i riflessi che ne conseguono), che per le condizioni di luce in cui si trova. Ho dato indicazioni su come volevo la foto, evidenziando tutti gli elementi di disturbo che potevano venire a trovarsi all’interno dell’inquadratura, e che, naturalmente, bisognava cercare di non far vedere. I ragazzi si sono mossi a loro piacimento scegliendo i punti dai quali scattare le immagini. Ogni volta abbiamo sempre commentato le immagini scattate guardandole negli schermi LCD sui dorsi delle fotocamere (potenza del digitale…).

 

Rientro a S. Maria di Castello e via con il secondo gruppo.

 

Ho ripetuto lo steso percorso, e ho scelto gli stessi soggetti anche per il secondo gruppo, per due motivi principali: il primo; avendo a disposizione gli stessi soggetti è possibile confrontare i diversi modi di interpretare la stessa fotografia, il diverso tipo di inquadratura, il diverso punto di ripresa ecc. Il secondo; nel frattempo il sole ha fatto il suo cammino e la luce è cambiata, così identici soggetti si sono trovati in differenti condizioni di luce, da cui si può dedurre quale sia il momento migliore della giornata per scattare determinate fotografie. Infine confrontare le proprie immagini con quelle degli altri è il modo migliore per mettere in pratica le indicazioni ricevute, migliorando se stessi imparando dagli altri.

 

Nello svolgimento della mia attività ho tenuto molti corsi, per tutti, dai piccoli agli adulti, e la parte pratica, sul campo, è sempre quella più divertente, ed anche questa occasione non ha fatto eccezione. Spero che anche i ragazzi si siano divertiti come mi sono divertito io, e spero anche di aver trasmesso almeno una parte della passione con la quale svolgo la mia professione.

 

Buona strada a tutti.

 

 Vittorio Puggioni MASCI Valpolcevera

 

(e fotografo…)