I partecipanti della Liguria all'evento di Salerno

Piazze Trivi e quadrivi: le prime riflessioni

I partecipanti della Liguria all'evento di Salerno
I partecipanti della Liguria all’evento di Salerno

Piazze, trivi e quadrivi: abitare la città dell’uomo.

di Laura Mapelli

Salerno ci ha coccolato per tre giorni…sul lungo mare, tra le vie strette addobbate di fiori colorati che ricordano i carugi genovesi e il duomo, dal chiostro accogliente e dalla cripta sfarzosa…

Tre giorni di incontri, di abbracci, di pasti conviviali e serate dal calore mediterraneo e riflessioni sulla contemporaneità…ci sono emozioni difficili da descrivere, ma che riporti a casa felice di esserci stato…

Sappiamo di aver lavorato tanto nelle nostre comunità per arrivare a Salerno: noi liguri ci siamo arrovellati in mille modi diversi sull’etica, sullo scoutismo nel terzo millennio, sulla costituzione e sul relativismo. Il nostro lavoro e quello delle altre regioni era esposto negli stand allestiti sul lungomare e nelle piazze centrali della città. Chissà cosa pensavano i salernitani – complice la temperatura mite, c’era veramente tanta gente per strada – di tutto questo movimento di camicie grigie, polo blu e fazzolettoni azzurri…

Io voglio fermarmi sullo stand di “Reggio non tace”. Facile, era di fronte a quello ligure…hanno portato pacchi da aprire per coinvolgere quanti ascoltavano la loro testimonianza di lotta contro la mafia calabrese e dal pacco estraevi un messaggio e, se d’accordo, potevi “vestirti” di quella pettorina e condividerlo.

Il momento centrale però è stato il sabato mattina, quando, divisi nei quattro percorsi (Scautismo per adulti, Spiritualità e catechesi, Entra nella storia e Mondialità) ci sono state proposte testimonianze di spessore.

“Entra nella storia” è stato onorato dalla presenza del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Per i dettagli biografici vi rimando alla pagina di Wikipedia che ho appena letto e che mi ha riconfermato l’ impressione di una settimana fa (aver scoperto che è laureato in filosofia è un solo un dettaglio…J) – per di più, il giorno prima, avevamo perso anche il suo intervento d’apertura –

Parto dalla fine, perché lui suggeriva di domandarci come vivono i politici che andremo a votare e se ci riescono a trasmettere almeno un valore di quanto proclamano, allora valgono la pena. Se l’anno scorso è stato il sindaco italiano più votato di un capoluogo col 74% dei voti e giri per Salerno e vedi pulizia, lavori in corso e ti racconta delle scelte impopolari per liberare case occupate abusivamente…se le parole corrispondono ai fatti, gli possiamo esser grati perché, la passione e la dirittura morale ci indicano che la buona politica è ancora possibile…

Nel quaderno di “Entra nella storia” si parla di “frontiera” e si cita don Primo Mazzolari: “…se non vivo la storia che passa, non sono un cristiano. Chi diserta non si salva…” Ai politici non chiediamo di essere cristiani, però, forse, anche per essere uomini degni di questo nome, dobbiamo fare i conti con la frontiera, col cambiamento che si impone e ci impone di testimoniare, “capaci di osservare, ascoltare e comprendere, liberi e quindi disposti ad accogliere e a proporre, completamente immersi nel grande fiume della storia ma capaci, se del caso, di condurre la propria canoa controcorrente.”

Era difficile proporsi dopo la testimonianza di De Luca. Ci hanno provato Giovanni Bachelet e Grazia Villa. Del primo conservo la battuta che “non basta essere scout per fare buona politica” e che, riferendosi ai vescovi, preferisce obbedire e avanzare tutti insieme seppur di poco, con il dubbio che la sua auto – rottamazione sia una sospirata meta per concludere un impegno gravoso e del quale non vede l’ora di affrancarsi…

Grazia Villa ha dato per scontato che tutti sapessero di cosa si occupa la Rosa Bianca della quale è presidente e con la citazione di Ildegarda di Ibsen, ha fatto pensare ad un’associazione di donne…La sua domanda di partenza esulava dalla “frontiera” perché volta a capire le ragioni che hanno portato al ventennio berlusconiano, dando più importanza a uno dei frutti marci del nostro tempo, piuttosto che alle motivazioni di fondo della nostra società contemporanea. Anche in “Persona e comunità- La proposta della Rosa Bianca per una nuova politica” uscito nel 2003 e regalatomi dal mio caro amico Giovanni Colombo, allora presidente della Rosa Bianca e del quale vi invito a leggere “Dal vento del Concilio alla tabula rasa” in MicroMega, ho trovato molto limitante il paragrafo “La scelta dell’Ulivo” per un’associazione che vuole risvegliare le coscienze. E’ mancato il tempo per un confronto con Grazia…ho rimpianto i caminetti di Alghero, dove c’era stata la possibilità di confrontarsi in gruppi ristretti sui temi proposti e spero ci sia data occasione per farlo in un prossimo futuro.

Mi trovo pienamente d’accordo con Grazia su un punto: dobbiamo fare da megafono, come cattolici e come scout, e riprenderci la comunicazione sulla politica, che abbiamo delegato ai vescovi. Se girando in 100 scuole d’Italia col film “La rosa bianca” ha sempre trovato giovani attenti (un film che richiede un certo stomaco) significa che i valori “antichi”, come ricordava De Luca, sono ancora molto moderni…bisogna forse andare oltre le concezioni di “destra” e “sinistra” ormai obsolete e avere il coraggio di “assumersi autonomamente una responsabilità nei confronti della crescita del costume civile di tutti, che è il compito vero dell’etica politica.” (Entra nella storia)

Laura Mapelli

 

Mi è stato chiesto di raccontare brevemente la mia esperienza a Salerno…….

Potrei essere brevissima e dire che è stata un’esperienza magnifica……, ma aggiungerò qualche cosa. Non vi racconterò quello che abbiamo fatto o che abbiamo visto: sul sito www.masci.it si può trovare di tutto e di più. Proverò a descrivere gli stati d’animo.

Ho scelto di partire perché cerco sempre di partecipare quando si fanno delle “cose” fuori dalla comunità. Partecipo volentieri perché sono curiosa, mi piace conoscere, sentire e vedere cose che restando nella nostra bella baita non riuscirei a conoscere. E’ un occasione per ritrovare le vecchie amicizie che ormai, devo dire, sono veramente tante e per stringerne di nuove: ecco, sono queste cose che mi mettono la voglia di partire. Non importa se non farò un bel discorso sul palco…(mai ci salirò), non importa se non capisco qualche cosa sui vari commenti che si fanno ( prima o poi li capirò), ma se non partecipo sarà sempre più dura e continuerò ad ascoltare solo le persone che già ascolto da tanto tempo e mi mancherà quel momento di crescita che solo uscendo dalla mia comunità potrò avere.

Salerno è stata una delle esperienze più belle che ho fatto col Masci. Quando facciamo il campo con la nostra Comunità, è bello perché è un completare un cammino che si è fatto insieme, è bello perché siamo uniti da anni di amicizia, ma questo partire e incontrare gente nuova, diversa, ma pur così tanto simile a me, mi riempie il cuore di gioia perché mi ricorda che siamo proprio tanti, tante persone di età diverse, di ceti sociali diversi, tutti uniti da uno stesso ideale. Ho conosciuto tante realtà che non avrei mai conosciuto, mi ha fatto riflettere che in effetti, se vogliamo, possiamo fare tanto anche noi (vedi aiuto verso i gruppi soffocati dalla mafia e non solo) e non è vero che siamo solo quelli del minestrone… Li siamo solo se vogliamo essere solo quelli del minestrone. Partecipare mi ha fatto sentire parte di un mondo diverso, mi ha fatto sentire sorella di mille altri uomini e donne come me. Anche condividere il fazzolettone mi piace, mi da un senso di appartenenza al gruppo che per me è importante.

Sono stata felice di aver potuto partecipare e spero di poterlo fare ancora tante altre volte e spero che altri sentano la voglia di aggregarsi….ne vale veramente la pena.

Antonella Bassi