La traccia per gli incontri preparatori alla settimana sociale di Torino 2013

PREPARAZIONE DELLA 47ª SETTIMANA SOCIALI DEI CATTOLICI ITALIANI

 

“Famiglia, speranza e futuro per la società italiana”

TORINO 12-15 SETTEMBRE 2013

 

PISTE PER GRUPPI DI STUDIO

 

1)        LA MISSIONE EDUCATIVA DELLA FAMIGLIA

L’educazione per i genitori è un diritto/dovere (art.30 della costituzione) essenziale, originale e primario rispetto al compito educativo di altri soggetti, non può essere delegato né surrogato.

–          Importanza di creare forme di sostegno alla genitorialità e spazi di ascolto e dialogo genitori/figli resi difficili dai ritmi frenetici della vita quotidiana

–          senso di solitudine ed inadeguatezza di molti genitori

–          la società privilegia gli individui e non considera la famiglia come sua cellula fondamentale

–          in famiglia si imparano relazioni gratuite

–          i genitori devono avere piena libertà di scelta educativa, dei luoghi che svolgono e completano l’educazione dei figli

 

Come far si che la famiglia sia protagonista dell’educazione, a fronte dell’invasione di messaggi e al moltiplicarsi di agenzie educative e diseducative ? Come armonizzare autorità e libertà nella relazione educativa in famiglia ?

 

2)      LE alleanzE educativE, IN PARTICOLARE CON LA SCUOLA

–          è necessario il pieno riconoscimento dell’autonomia e della parità scolastica e del ruolo della famiglia all’interno delle  scuole stesse per il progetto educativo

–          di fronte all’individualismo, al permissivismo, alla poca sensibilità al bene comune è fondamentale la partecipazione attiva dei genitori alla vita della scuola

–          le scuole paritarie cattoliche devono sviluppare un progetto educativo ispirato ai valori cristiani e sviluppare una capacità critica di interpretazione della realtà; costituiscono un servizio pubblico

–          pieno riconoscimento, anche dal punto di vista economico, della scelta tra scuola statale e paritaria, anche per chi versa in condizioni disagiate o difficili

–          la libertà educativa (e quella religiosa) è un bene comune da promuovere e tutelare, un valore irrinunciabile per una società democratica, pluralista autenticamente laica e rispettosa delle identità

 

Come vivere il protagonismo e la responsabilità educativa della famiglia quale soggetto sociale nel rapporto con le altre agenzie educative del territorio e nella gestione di strutture educative ? Come promuovere la libertà educativa come bene comune e la cultura della parità scolastica nella Chiesa e nella società ?

 

3)      INSERIMENTO DEI GIOVANI NEL MONDO DEL LAVORO

 

Partendo dal valore del lavoro, che non è solo “fare” e tanto meno solo “guadagnare”, ma ha una dimensione soggettiva che rende ogni lavoro dignitoso perché è espressione della persona; ricordando che l’impresa economica è una comunità di persone, il cui fine ultimo sono le persone e non i beni che produce: mettere a tema il fatto che – anche se le buone politiche del lavoro possono aiutare – le occasioni di lavoro non nascono principalmente dalle politiche. Solo degli adulti che vivono in pienezza il senso del loro lavoro possono a loro volta educare al senso e al gusto del lavoro. Occorrono tanti “maestri” del lavoro quotidiano – anche nelle sue forme più semplici, dal lavoro domestico a quello manuale.

 

Quale ruolo educativo possono svolgere la famiglia, la scuola, la parrocchia nel formare i giovani al valore della laboriosità e della responsabilità sociale?

Quali scelte concrete può fare una famiglia per educare i più piccoli al lavoro?

In quale modo la famiglia può essere responsabilizzata e aiutata nell’opera di orientamento dei figli alla scelta di una professione?

 

4)      FISCO E FAMIGLIA

Il dettato costituzionale sostiene che il sistema fiscale deve riconoscere i costi sostenuti per il mantenimento dei figli a carico. Le leggi in realtà vanno in senso contrario: nella quasi totalità dei paesi europei le leggi fiscali sono più favorevoli alle famiglie con figli a carico di quelle italiane.  Mentre la pressione fiscale ha subito negli ultimi anni il massimo incremento rispetto agli altri paesi europei, le prestazioni sociali sono diminuite in modo significativo (0.8% sul PIL rispetto alla media europea del 2.2%: la più bassa).

Per la normativa fiscale è praticamente irrilevante che una famiglia decida di allevare e istruire un figlio, in sostanza si sostiene che le scelte riproduttive, appartenendo alla sfera delle decisioni private della persona, non devono essere orientate dallo stato, confondendo la libertà di scelta primaria della nascita o dell’adozione con l’obbligo di mantenimento a esse conseguenti, che è obbligo sociale sancito dalla Costituzione stessa (art.30).

E’ urgente stabilire un nuovo rapporto tra fiscalità e libertà: occorre tutelare il reddito percepito come strumento di libertà personale e dare la precedenza al risparmio fiscale rispetto all’assistenza sociale.

 

Quali iniziative e proposte sono necessarie per rendere più equa la pressione fiscale a carico della famiglia? Quali azioni mettere in campo per implementare proposte ormai consolidate come il “fattore famiglia” promosso dal Forum delle associazioni familiari?

 

5)      FAMIGLIA E SISTEMA DEL WELFARE

Le famiglie devono acquisire una consapevolezza più forte del loro ruolo sociale e della loro responsabilità pubblica. La dimensione sociale è costitutiva della natura della famiglia, della sua struttura, dei suoi compiti e la sfida decisiva si gioca nel riuscire a mettere in movimento le famiglie, rendendo manifesta la vocazione sociale e la visibilità sociale, politica ed economicamente rilevante. Solo così sarà possibile esigere una reale cittadinanza sociale della famiglia. Nel promuovere la famiglia come risorsa per la società occorre sviluppare politiche che abbiano come principale obbiettivo la famiglia stessa, con adeguate risorse ed efficienti strumenti di sostegno.

Possiamo sottolineare due possibili percorsi:

–          La scelta di associarsi con la metodologia e le dinamiche dell’aiuto reciproco, che rende protagonisti i sistemi familiari più affaticati, che sono così aiutati a riscoprire la propria soggettività positiva e non solo limiti o problemi.

–          L’aggregarsi interassociativo tra le reti delle famiglie verso percorsi di alleanza e prtnership di secondo livello (associazioni di associazioni familiari)

Incoraggiare i comportamenti family friendly delle amministrazioni locali nel governo del proprio territorio: per esempio attraverso la rimodulazione dell’ISEE per tener conto del quoziente familiare, promuovere accordi con organizzazioni di categoria attraverso strumenti quali la family card, concessione di voucher, buoni sociali o altri benefici economici.

 

Come aprire una nuova stagione di politiche della famiglia, per rispondere ai suoi bisogni pur nella crisi del Welfare?

 

 

6)      CAMMINO COMUNE CON FAMIGLIE IMMIGRATE

 

Il diritto all’unità familiare è affermata da patti e convenzioni internazionali di tutti i generi, ma il fenomeno dei ricongiungimenti di fatto, nell’illegalità, è sempre più diffuso. Ci sono addirittura un milione di minori nelle famiglie immigrate in Italia, di cui 650.000 nati in Italia!

La stima dei minori stranieri che non sono accompagnati da neppure un genitore si attesta a 6-8.000.

L’inserimento e la partecipazione alla vita sociale ed ecclesiale di queste famiglie nei territori in cui vivono possono essere enormemente favorite con l’estensione dei diritti di cittadinanza ai bambini nati in Italia, ed altre forme di partecipazione alla vita pubblica.

 

Quali azioni intraprendere a livello ecclesiale e civile per mettere la famiglia al centro delle politiche dedicate agli immigrati?

 

7)      ABITARE LA CITTÀ

 

La percentuale della popolazione mondiale che abita in aree urbane è passata dal 2% nel 1800, al 30% nel 1950, ed è ora sopra il 50%. Questo dato – che pare irreversibile – comporta mutamenti nella vita della famiglia, soprattutto dal punto di vista della disumanizzazione delle condizioni in certe aree delle città. D’altra parte le nostre città sono anche luoghi di esperienza della differenza e del pluralismo, di innovazione tecnologica e sociale, di esperienze che generano giustizia, conoscenza e fraternità.

La relazione fra casa e famiglia, soprattutto dove il costo della abitazione diventa non affrontabile da parte di giovani con lavoro precario, porta spesso molte difficoltà a coppie che vogliono essere aperte alla vita.

 

Come la famiglia, che vive sul territorio, può diventare un soggetto sociale capace di influire sulle politiche urbanistiche ed abitative?

 

8)      TUTELA DELL’AMBIENTE PER UNA SOLIDARIETA’ INTERGENERAZIONALE

 

L’edilizia, i trasporti, la produzione e il consumo di energia sono tre aspetti fondamentali della vita della famiglia. Come la famiglia li vive influenza fortemente il futuro del nostro habitat. Deve partire dall’interno delle stesse famiglie la possibile via per vivere città più pulite e sostenibili.

È possibile aggregarsi contro lo spreco, creare consorzi per un consumo equilibrato, proporre campagne sostenibili, evitare il superfluo e battersi affinché il territorio non venga ulteriormente deteriorato.

La mobilità che è sempre più diffusa sia per motivazioni legate al lavoro o allo studio, sia per fattori indipendenti dalla volontà (malati che devono raggiungere servizi di cura) ha un grande impatto sulla sostenibilità ambientale. È necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita.

 

Come la famiglia può divenire una scuola per il rispetto dell’ambiente e la pratica di questo valore?