Campo della responsabilità: pensieri in libertà!

   E’ STATA UN’ESPERIENZA MOLTO FORTE E COMPLETA SIA SUL PIANO DELLA FORMAZIONE, SIA SUL METODO, SIA SULLA SPIRITUALITA

 STRADA, COMUNITA’ E SERVIZIO SONO LE MODALITA CON CUI SI ESPLICA IL PERCORSO DI EDUCAZIONE PERMANENTE DELL’ADULTO  SCOUT E GLI AMBITI IN CUI SI DEVE ESPLICARE QUESTO PERCORSO SONO IL CUORE , IL CREATO E LA CITTA (PATTO COMUNITARIO )

 LA STRADA  E’  IL PERCORSO CHE OGNUNO SCEGLIE CIOE’

 -LA MIA STRADA PERSONALE

-LA MIA STRADA IN COMUNITA,

-LA MIA STRADA NEL MOVIMENTO

La comunità è come un ‘orchestra ed il magister ne è il direttore:

per creare una sinfonia bisogna che tutti gli strumenti siano accordati e in sintonia, nessuno escluso. Il magister, con l’aiuto del magistero deve proporre iniziative idonee alle persone della comunità per creare un clima sereno, equilibrato, proprio come in un concerto.

 

Don Francesco Anfossi, eccezionale nella sua semplicità, ci ha fatto l’esempio di Pietro pescatore , Gesù che chiede di rigettare le reti vuote fino ad allora; Pietro si è fidato e si è affidato contro ogni logica e Gesù chiede con convinzione.

Il magister non ha tutto il peso della comunità sulle spalle, deve avere

(ma anche noi) il coraggio di osare, di andare al di la della logica, di delegare la dove ci siano competenze specifiche ( ma non è detto ).

Dobbiamo tutti mettere a disposizione la nostra fragilità e non piangere su noi stessi. Credere che i piccoli gesti non valgano è un’offesa alla solidarietà: ognuno di noi è chiamato a fare e farsi dono mettendosi in gioco con convinzione.

Pietro, che è un pescatore , diventa curatore di anime e Gesù  sa che lo rinnegherà 3 volte. Lui, però  sceglie proprio Pietro  per fondare la Chiesa che deve crescere e conservare, quest’uomo così forte ,ma così umano e così fragile.

Ciò significa che Dio ci ama così come siamo, con le nostre fragilità e ci da l’occasione di amare.

Così il Magister dovrebbe trovare la linfa vitale per la sua comunità, trovando la forza per il suo mandato nella collaborazione di tutti senza reticenze.

In questo campo ho vissuto molti momenti forti:

–         E venuto a trovarci Alessandro Bavassano con il vescovo di Savona mons. Lupi, che ci ha donato parole di incoraggiamento e di disponibilità per eventuale nuova comunità nella sua città. Con padre Candido, squisito padrone di casa del convento,  ci hanno anche allietato con aneddoti divertenti.

–         Il fuoco, all’aperto, in cui ogni pattuglino ha dovuto preparare una scenetta, filastrocca, canzone preparati insieme dopo un’attenta analisi e riflessione scritta su temi molto attuali.

–         La veglia itinerante nel giardino, preceduta da una cena animata sino alla fine solo dalle preghiere scelte dai pattuglini e dallo staff. Nella veglia si sono lette le nostre riflessioni su frasi estrapolate da discorsi di papa Francesco , ogni gruppetto ha scelto un canto e un salmo.

La veglia si è conclusa nella bellissima chiesetta del convento dove              don Anfossi, mitico, ha celebrato la messa.

Merita un elogio l’organizzazione del campo per i giochi proposti. Non ci siamo mai annoiati, tutto è passato attraverso il gioco.

Anche la logistica è stata perfetta, camere accoglienti cucina (in cambusa la nostra comunità !!!!!!) gustosa e squisita da leccarsi i baffi, persino merenda e caffè a metà mattina.

La Provvidenza ci ha regalato un sabato con tempo splendido perfetto per la nostra “mini route” alle Manie, accessibile a tutti senza troppa fatica.

Il lato negativo a mio parere sarà il forzato confronto se farò altre esperienze (e le farò). Dopo un campo così sarà difficile non avere aspettative!!!!!!!!!!!!                  Anita