Una vera “GHER: TENDA MONGOLA” ad Albenga

Sabato 22  e domenica 23 febbraio le comunità MASCI del ponente ligure (Imperia, Albenga e Pietra Ligure)  in collaborazione con l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follerau),  monteranno ad Albenga, nella centralissima Piazza del popolo, UNA ORIGINALE TENDA MONGOLA.  Sarà possibile visitarla e contribuire a sostenere i progetti  di  riabilitazione dei disabili in Mongolia,  acquistando “il miele della solidarietà”   e altri oggetti tipici artigianali.

Vi aspettiamo  numerosi!

la tenda mongola

Ecco in breve le caratteristiche del progetto che sosteniamo:

 

aifoAssociazione Italiana Amici di Raoul Follereau

O.N.G. per la Cooperazione Sanitaria Internazionale

MONGOLIA CBR – Asia  – Tipo di intervento: Riabilitazione su base comunitaria

Indicatori Socio-Sanitari

Indicatore

MONGOLIA

ITALIA

Popolazione 2.587.000 57.449.000
Lingua MONGOLO ITALIANA
Medici (X 100.000 abitanti) 243 554
% Alfabetizzazione maschi 99 99
% Alfabetizzazione femmine 99 98
Speranza di vita in anni 64 79
Mortalità infantile (X 1000) 62 6
Mortalità materna (X100.000) 150 7
Rapporto maestri/alunni 1/32 1/11
Pil pro capite (USD) 1.783 23.026
Indice sviluppo umano 116 20

GLOSSARIO

AIFO = Associazione Italiana Follereau.
Dicitura completa: Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau

RBC:  Riabilitazione su Base Comunitaria in italiano

Community Based Rehabilitation in inglese, cioè una riabilitazione del disabile che non si basa su specialisti e tecnici, ma sul lavoro svolto dalla comunità che si stringe attorno al disabile (la famiglia, i vicini, gli insegnanti, ecc.) ponendo al centro la persona con disabilità che diviene il protagonista della sua riabilitazione che non è solo fisica, ma sociale ed economica. questo con la sua accettazione nel suo villaggio o cmq ambito sociale e attraverso il microcredito o il credito rotatorio che consente, con piccole somme di denaro, di aprire piccola attività economica o acquistare un pezzo di terra o le sementi, gli attrezzi. Un prestito a misura del luogo e della persona che lui puo’ restituire.

E’ molto bella e veramente proficua. ce lo dimostrano i risultati nei nostri progetti nei gruppi di autoaiuto.
potrei andare avanti per tanto, ne ho constatato di persona l’efficacia in Africa come in Mongolia e in India

 

Partner e Beneficiari

Responsabile locale: Tulgamaa Damdinsuren – Partner in loco: Aifo-Office, Ministero della Sanità

Copertura: Mongolia occidentale, 11 regioni
Beneficiari:  Diretti: 27.000 disabili  –  Indiretti: circa 700.000 persone

 

IL NOSTRO INTERVENTO

Obiettivo generale: Migliorare la qualità della vita delle persone disabili coinvolgendo le stesse persone con disabilità, le loro famiglie e le comunità nella parte occidentale della Mongolia
Obiettivi specifici:
1) promuovere la prevenzione, l’individuazione e diagnosi precoce e la riabilitazione della disabilità
2) sostenere l’ istruzione dei bambini disabili
3) sostenere corsi di formazione appropriati per i giovani disabili in accordo con i loro bisogni
4) promuovere l’ impiego per le persone disabili e migliorare la loro capacità di produrre reddito
5) creare un comitato locale per la RBC e promuovere la partecipazione della comunità

Il progetto prevede attività di CBR in 11 province del Paese. La metodologia utilizzata segue contemporaneamente due aspetti, quali: a. il rafforzamento del team RBC nazionale che è responsabile della formazione a vari livelli; b. l’analisi, l’identificazione e la supervisione nella realizzazione di MICRO PROGETTI, richiesti sia dai Comitati ufficiali RBC regionali e distrettuali, sia dalle Organizzazioni di Disabili.

IL PAESE

tendamongolaSchiacciata com’è tra due giganti – Russia e Cina -, la Mongolia è riuscita in qualche modo a salvaguardare la propria indipendenza. Il paese è attualmente governato da una coalizione democratica, ma la conquista dell’indipendenza ha comportato un caro prezzo per la popolazione. Con la crisi del regime sovietico, nei primi anni ’80, il governo mongolo si fece fautore del decentralismo che trasse ispirazione dal clima di riforme attuate in Unione Sovietica da Mikhail Gorbaciov. Nel 1986, fu avviato anche in Mongolia un cauto tentativo di perestroika (ristrutturazione economica, politica e sociale) e glasnost (trasparenza politica), ma solo poche persone erano preparate ad affrontare la velocità del cambiamento.
La Mongolia risente oggi della mancanza di infrastrutture e mezzi di sostentamento: due inverni particolarmente rigidi hanno, recentemente, decimato il bestiame e portato il paese sull’orlo della carestia.
I Mongoli costituiscono una delle principali etnie del nord e dell’est dell’Asia, formata da un insieme di popoli che hanno legami culturali e una lingua comune. Nonostante i 65 anni di aiuti sovietici, l’economia della Mongolia conserva tracce di nomadismo che si sono intrecciate con l’urbanizzazione incipiente. Una buona parte della popolazione della capitale vive in tende munite di elettricità e di un sistema di acqua corrente fornito da una pompa comune.

 

Dati Generali

In Mongolia il 5% della popolazione ha delle disabilità ed in alcune zone questo dato aumenta al 9-12%. L’incidenza elevata della disabilità in alcune zone dipende dall’alto numero di matrimoni contratti tra consanguinei.bimbom Di qui l’origine di un’elevata percentuale di persone con disabilità mentali presenti in alcune zone del paese.
La Mongolia ha elaborato particolari strategie per rispondere ai bisogni sanitari ed educativi di una popolazione scarsa di numero, ma diffusa su un territorio vastissimo.
L’approccio RBC, individua nella persona disabile e nella famiglia le risorse principali per portare avanti il processo riabilitativo e pone l’accento sull’aspetto educativo e dell’informazione. Una maggiore comprensione delle cause della disabilità può portare più facilmente ad un cambiamento dell’atteggiamento dei membri della comunità e della società in senso più allargato e, quindi, all’integrazione. La riabilitazione dell’individuo deve camminare parallelamente all’educazione della comunità nel suo insieme. RBC è un processo che favorisce la presa di coscienza delle persone con disabilità portandole ad avere un più alto grado di autostima per aggregarsi, ed uscire così dall’isolamento. Uno degli elementi portanti della RBC è il coinvolgimento del sistema di riferimento seguendo alcuni principi fondamentali, quali:
a) coordinare e rendere più efficienti i servizi pubblici rivolti alle persone disabili per garantire la complementarietà delle varie discipline (sociale, sanità, lavoro, educazione)
b) stimolare, valorizzare e sfruttare al meglio tutte le risorse disponibili sul territorio.

 

Le progettualità AIFO relative alla Riabilitazione su base Comunitaria – RBC – in Mongolia hanno avuto inizio con una missione congiunta OMS e AIFO nel 1992; in specifico l’OMS era rappresentata dal dr. Enrico Pupulin, coordinatore del l’Unità Disabilità e Riabilitazione, e AIFO dal dr. Enzo Venza.
Dal 1992 al 1997 AIFO ha sostenuto principalmente attività relative alla preparazione del team dei formatori e alla formazione dei dottori di distretto (Somon) e sotto-distretto (Bag – feldcher) con fondi privati. Alla fine del 1997 l’Unione Europea ha approvato la richiesta di co-finanziamento della proposta di progetto presentata da AIFO. Il progetto co-finanziato ha quindi avuto inizio nei primi mesi del 1998 e si è concluso alla fine di marzo del 2001. Il progetto ha sofferto di diverse problematicità iniziali da imputare principalmente alla situazione, a volte di vera e propria emergenza, provocata dal passaggio dall’economia sovietica all’economia di mercato. Le difficoltà incontrate non riguardavano solamente il settore economico e la mancanza di materie prime (come carburante per il riscaldamento, elettricità, etc.), ma anche, e forse soprattutto, la struttura della società. La Mongolia è rimasta per circa 70 anni sotto il regime comunista e la mentalità delle persone si è forgiata secondo il modello del “non pensare con la propria testa, ma di eseguire gli ordini che arrivano dall’alto”. Modello non prettamente comunista, ma in generale dei regimi autoritari. Questo modello di pensiero comporta reazioni differenti da parte delle persone, che possono provare, da una parte, un senso di smarrimento alla richiesta di un proprio parere, dall’altro un senso di rabbia perché non vedono più rispettate le gerarchie di potere.
Per una conoscenza più approfondita delle attività del progetto e dei risultati ottenuti, rimando alla lettura delle due valutazioni; la prima a medio termine con facilitatore Brian O’Tool e la seconda finale con facilitatore Manoj Sharma.