Vivere da adulti è attraente: incontro interregionale sull’educazione degli adulti.

PROGRAMMA DELL’INCONTRO

Ore   9.00 – Accoglienza e iscrizioni

Ore   9.45 – Presentazione della giornata e saluti istituzionali

Ore 10.00Lectio Magistralis di mons. Pierangelo Sequeri –  teologo e preside della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale

  • A seguire confronto aperto sugli spunti offerti da mons. Sequeri
  • Conclusioni

Ore 13.00 – Pranzo

Ore 14.30 –  Presentazione de “I FILI DI ARIANNA”: dalla memoria all’attualità.   L’avventura e il significato dell’educazione permanente degli adulti nel M.A.S.C.I.

A cura di  Stefania Rizzoli – a.s. Centro Studi Cova.

  • Gruppi di lavoro su base regionale
  • Sintesi dei lavori di gruppo

Ore 17.00 Santa Messa

Ore 18. 00 Chiusura e saluti finali

 

 

PREMESSA

L’idea di inserire, all’interno dell’Incontro di macroarea sull’educazione permanente, un momento per ricostruire la strada già fatta, ci sembra sia molto opportuno, a partire dal concetto che l’educazione, solo se è permanente, continua diventa “metodo” di crescita.

Inoltre “raccontare le nostre memorie” permette, in qualche modo, di dare un senso, di riunire “segmenti” che, lasciati isolati, privi di coesione, non riescono a permeare il nostro vissuto quotidiano, né a progettare il futuro.

Infine la consapevolezza del cammino percorso ci dà, sia come singoli, sia come Movimento un filo conduttore, che rimarca la dignità di una ricerca e di un già-vissuto, pur nella piena coscienza della mutabilità delle situazioni e del divenire.

In un’epoca in cui la velocità sembra essere il metro del cambiamento, crediamo che il MASCI abbia bisogno di ritrovare e di verificare le motivazioni profonde del nostro stare insieme e recuperare l’orgoglio dell’appartenenza e la sua vera ragione di essere.

Nel ricostruire, seppur parzialmente e con inevitabili lacune, la storia del cammino di e.p., senza la minima pretesa di essere esaustivi, anzi sollecitando integrazioni e correzioni, ci siamo trovati come in un labirinto in cui era difficile, obiettivamente, discernere quello che valeva la pena di essere rimarcato; in questo ci ha aiutato, come un filo di Arianna, l’esperienza vissuta direttamente nel movimento dagli anni ’80, ma anche sintesi e scritti già pubblicati da altri; per questo, alla fine, i fili di Arianna sono stati più di uno.

Seguendoli abbiamo ritenuto di poter suddividere la storia dell’e.p. in diversi passaggi che possiamo sintetizzare così:

  1. Dalla costituzione del Movimento agli anni ’70, quando ha incominciato a farsi strada l’idea dell’autoeducazione e della coeducazione permanente;
  2. Gli anni dal ’70 all’80, caratterizzati da una sempre maggiore importanza del concetto e dedicati alla ricerca e all’approfondimento;
  3. Dal 1989 al 1995, il periodo della presa di consapevolezza del ruolo del MASCI nell’e.p. anche nei confronti della società civile ed ecclesiastica, e dei grandi Convegni nazionali tematici;
  4. Dal 1995 al 2000, quando con la stesura del nuovo Patto Comunitario (fare strada) ufficialmente l’e.p. acquista la dignità di “trasversalità” rispetto a tutte le altre attività, pur con qualche “voce isolata” che insiste per continuare ancora a fare ricerca, come la proposta dei valori dell’A.R.C.A. della Lombardia, dove la “C” sta ancora per “crescita” e quindi sollecitando approfondimenti specifici ;
  5. Gli anni dal 2000 ad oggi, attraverso le iniziative per il Centenario, in cui è riaffiorato il discorso di ulteriori riflessioni (vedi soprattutto l’incontro di Genova), fino all’Assemblea Nazionale di Bardonecchia, durante la quale è stata riproposta un’occasione per fare il punto della situazione, che si concretizzerà nel Convegno di ottobre 2015.

A questa breve riflessione introduttiva seguirà una sintesi più ampia, pur sempre incompleta, che potrà servire come base per un dibattito.

Stefania e Mario

 

UNA SCHEDA DEL NOSTRO RELATORE.

Il nostro relatore è Mons.Pierangelo Sequeri, ordinario di Teologia fondamentale nella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e docente di Estetica del Sacro presso l’Accademia delle Belle

Mons. Sequieri
Mons. Sequieri

Arti di Brera, ma noto anche per essere autore di Symbolum 77 (“Tu sei la mia vita, altro io non ho”) ed esperto di musica sacra.

Di seguito una libera raccolta di brevi citazioni e presentazioni di temi messi in luce e sottolineati nei suoi scritti. Temi di particolare rilevanza per le nostre riflessioni sull’essere Adulti Scout.

 

La denuncia del degrado civile indotto dai modelli culturali della società dei consumi e dello spettacolo, dell’eterna giovinezza e del denaro facile, è pressoché unanime…  Nel deserto del suo abbandono il popolo si rassegna a farsi vitelli d’oro: in un mondo che rimane senza l’audace e creativa testimonianza dell’umanesimo cristologico di Dio, il politeismo degli dei razzisti e corporativi occupa la scena. Lo svuotamento dell’incarnazione fa regredire la religione e l’umanesimo. C’è insomma del lavoro urgente da fare: riguarda beni di prima necessità per l’ominizzazione, che il mercato ha dismesso.  Chi ha qualcosa da dare e voglia di lavorare, a qualsiasi popolo appartenga, sarà bene accetto.

Mons. Sequeri invita i cristiani a riprendere l’iniziativa sul piano culturale, tenendo conto che la cultura contemporanea è “bloccata intorno a quattro “totem” che hanno liquidato ogni riferimento alla verità: il giovanilismo, l’utilitarismo, la cultura informativa, l’esclusione di Dio dal discorso pubblico.

Mons. Sequeri ci ricorda come la nostra civiltà sia tornata ad essere inconsapevolmente pagana e all’interno di questa trasformiamo i bambini in adolescenti precoci e cerchiamo di rimanere giovani, di non dimostrare gli anni che portiamo: “La giovinezza non è più una condizione anagrafica, è una categoria dello spirito: i figli diminuiscono, ma i vecchietti che vogliono mantenersi giovani crescono… L’adulto è fortemente sollecitato a diventare dimissionario nei confronti della sua attitudine a essere mediatore responsabile dell’umanizzazione per la generazione che viene… Di fatto, abbiamo incominciato a perdere il senso delle stagioni e dell’unità della vita.”

Una civiltà, la nostra, che crea idoli: “La mossa contro l’idolo è semplicemente questa: è necessario restituire attrattiva specifica e dignità morale all’ambizione di essere adulti. Ora, la qualità essenziale di questa figura è appunto la facoltà di tenere al prossimo come a se stessi.”

La Chiesa cattolica è, attualmente, l’unica istituzione globale in controtendenza: essa indica l’attitudine etica alla pro-affezione con fondamento civile dell’umanesimo della persona; e l’incremento condiviso di beni umanistici come principio politico di prosperità della cittadinanza”.