Comunità di La Spezia: un ecografo per il Kenya

Come comunità Masci di La Spezia siamo ( da alcuni anni )  impegnati ad aiutare una nostra amica Gianna a raccogliere medicinali che inviamo in molti presidi nel mondo tra cui il Kenia. Gianna, da oltre 30 anni, visita periodicamente più di  100 medici sul territorio e raccoglie medicine. Viene così a conoscenza che un medico ginecologo non solo cambierà il proprio ecografo ancora in ecografokenyaottimo stato ma è anche disponibile a regalarci il vecchio. Beata Provvidenza . Gli occhi di Gianna incominciano a brillare: quale stupenda notizia. Un presidio dove inviamo medicine a Watamu in Kenia è da anni che ci chiede una macchina del genere, far fronte ai bisogni delle pazienti che per la maggior parte sono giovani  donne in stato di gravidanza , o meno.

Pieni di entusiasmo lo preleviamo e lo depositiamo in parrocchia presso il nostro A.E. Don Carlo in attesa di trovare i soldi per la spedizione. Subito dopo scopriamo che la spedizione e lo sdoganamento quasi costano quanto un ecografo nuovo e di nuovo la Provvidenza  interviene  ci aiuta e veniamo in contatto con uno spedizioniere che ci offre gratuitamente imballaggio e consegna dell’ecografo al porto di Monbasa ( qui entra a pieno titolo il movimento )

Ma le peripezie non sono ancora terminate: la dottoressa CHRISTINE NKATHA incaricata al ritiro ci comunica via mail che l’ecografo è fermo alla dogana in porto. Per sbloccarlo è necessaria una firma di un responsabile che attesti che l’ecografo è un dono per il presidio medico altrimenti viene sequestrato e non sdoganato. Beate le email, beato internet; in pochi minuti prendiamo la carta intestata della comunità e dichiariamo che l’ecografo è usato e ci è stato donato e non verrà quindi venduto. In poche ore tutto si chiarisce  e finalmente l’ecografo può arrivare al presidio di Watamu.

Nel tempo intercorso fra lo scambio di email le abbiamo pensate tutte: in Kenia come in tutta l’Africa gli ecografi debbono arrivare nuovi o magari si preferisce farli comprare sul posto da fornitori internazionali; prima la colonizzazione e ora sotto altra forma se vogliono curarsi devono  pagare….i macchinari da noi prodotti. Comunque l’avventura è finita bene la dottoressa ci ha scritto una lettera commovente ringraziandoci ed augurandoci ogni bene e inviandoci foto di momenti dell’ecografo già operante.

Carlo Grasso

Magister Comunità Masci La Spezia