La Comunità di Spezia al BIVACCO DI SAN VALENTINO

Lo Scautismo passa dai piedi.

Sicuramente molti di noi avevano in mente questa frase quando nel programmare l’anno abbiamo deciso di regalarci due o tre uscite di comunità.

Il Bivacco di San Valentino del 13 e 14 febbraio è stato un forte momento di grande condivisione, riflessione, formazione, allegria, di quelli che restano e ti ricaricano.

Ci siamo quasi tutti sabato alla stazione di Spezia, con i nostri zaini e la voglia di vivere insieme la prima uscita con pernottamento. Un paio di fermate ed eccoci a Manarola dove Eloisa, Lucia e Marco lanciano l’attività e svelano il tema del bivacco: la Strada, al centro di un fiore i cui petali sono il patto e la carta di comunità, la legge e la promessa, la Bibbia e il Vangelo, le relazioni del 40°, gli atti del convegno.

Dopo la S. Messa con la comunità di Manarola ci incamminiamo – ognuno con la propria frase sulla quale riflettere, nel buio e sotto la pioggia – verso Volastra dove ci raggiungono anche Nicola e don Carlo che mai smetteremo di ringraziare per la preziosa presenza che ogni volta ci arricchisce. Il tempo di asciugarci e sistemare i sacchi a pelo nella spartana canonica di Volastra e siamo avvolti dalle silenziose romaniche pietre del Santuario di Nostra Signora della Salute per la cerimonia di alcune Promesse. Oltre ai click della macchina fotografica di Nicola, di fronte ai “veci” della comunità, riecheggiano solo le parole di Katia e Tiziana che pronunciano per la prima volta la promessa scout, seguite da quelle di Mirco e Roberto che rinnovano la loro.

Il resto della serata scorre nell’allegria e nelle risate che solo una fumante pastasciutta, vino e torte condivise sanno regalare. Non ricordo un cerchio serale più coinvolgente di quello messo in piedi dalle whatsappiste Anna, Eli, Rossana, Maria, Tina e Katia che hanno saputo tratteggiare per ognuno di noi il proprio lato più tipico o più nascosto…. su tutti vince il pappagallo del magister Carlo.

Alla buonanotte, finiti i letti, c’è chi sceglie di sfidare la sorte dormendo sui tavoli (nel mio caso vince il tavolo) e il ronfare di Roberto, ma questa volta i tappi per le orecchie non vanno a ruba.

Al risveglio dell’indomani ci pensano Lauro che frana (lui dice scende) dal letto a castello, una buona colazione e la stessa pioggia del giorno prima; decidiamo quindi di rivedere i nostri programmi perché non è consigliabile procedere sul sentiero che ci avrebbe dovuto condurre a Coniglia.

Piero e Marco allestiscono la sala cinema e restiamo incollati davanti al video testimonianza di don Luigi Verdi che Roberto ci propone. Volevamo affrontare il tema della Misericordia in modo diverso, personale, meno canonico e fuori dai soliti stereotipi: le parole, la commozione e le lacrime di qualcuno di noi durante la riflessione che segue il video ci dicono che la scelta è stata azzeccata ma anche, se ce ne era bisogno, che la nostra comunità c’è…. occorre adesso uscire e giocare, per rompere il pathos che si è creato… lo facciamo, malgrado l’amica pioggia e sempre però nel solco tracciato del tema proposto dal pattuglino formazione.

La mattina scorre veloce, si sente la voglia di condividere, di chiacchierare, di mettere insieme le nostre riflessioni circa le frasi assegnate il giorno prima… Eloisa, Marco e Lucia si mettono a centrocampo, passano la palla, impostano, crossano abilmente e costruiamo infine la sintesi dei nostri pensieri.

Prima di pranzo Carlo ci rende partecipi del lavoro richiesto alle comunità per definire l’indirizzo programmatico del movimento in preparazione all’assemblea nazionale e siccome il lavoro di questi due giorni capita a fagiolo, pensiamo bene di sfruttarlo.

Il pranzo e il vino completano una ricca giornata, mentre il caffè e la grappa di Piero suggellano il cartellone finale con le tre cornici sul quale inseriamo le nostre riflessioni.

Non ci resta che rifare i nostri zaini, pulire e chiudere la canonica per poi ridiscendere a piedi alla volta di Manarola dove il treno ci riporta a casa.

Ci diamo appuntamento al prossimo bivacco di comunità di maggio, con la speranza di avere anche Salvo e Alessandra bloccati all’ultimo momento, Maristella, Pietro e Catia che abbracciamo. Mi piace concludere con una delle tante riflessioni che ci hanno accompagnato durante questo splendido bivacco perché sia sempre presente nelle nostre giornate: “La vostra traccia è segnata da azioni, dalle frasi che dite e dalle parole che scrivete. Le azioni sono pietre miliari stabilite in modo permanente, le frasi sono soltanto orme che il tempo può alterare o cancellare, le parole scritte sono tacche coscientemente lasciate sugli alberi.”

Matteo Pucci

Comunità “Mario di Carpegna”, La Spezia