Movimento scout e antifascismo

Abbiamo partecipato numerosi all’incontro promosso dalla casa della resistenza del Comune di Genova sabato 4 marzo 2016.

La sala era piena e alcune persone in piedi. Spiccavano i berretti di tre lupetti del Genova 50, guidati da Akela.

È intervenuta Iole Murruni, presidente del Municipio, che ha sottolineato come la casa della resistenza sia una delle realtà più concrete del municipio. Raccoglie documenti e testimonianze, visitata dai bambini

Massimo Bisca, presidente Anpi provinciale, salutando i presenti ha spiegato come abbia scoperto i valori dello scautismo attraverso l’esperienza del figlio, scout gruppo del Genova 58.

Massimiliano Costa ha raccontato, con il supporto di immagini d’epoca, la nascita dello scautismo, dalle prime idee di Mario Mazza, l’incontro con Spensley, l’esperienza di Vane a bagni di Lucca, la nascita dello scautismo laico e cattolico. L’opposizione dei gesuiti, l’apertura del nuovo papa, il primo campo estivo a Finale Ligure, lo sviluppo esponenziale dei gruppi, fino alla chiusura per autoscioglimento dei riparti, pur di non essere sciolti dal governo fascista.

Paolo Battifora ci ha presentato il progetto totalitaristico del fascismo. Occupare tutti gli spazi della vita degli individui: sabato fascista, dopolavoro, figli della lupa, balilla, gioventù italiana. Lo scioglimento di tutte le associazioni, ad esclusione dell’azione cattolica che comunque doveva limitare la propria attività sostanzialmente al catechismo.

Alessio Parisi, Storico Ilsrec, ha raccontato con immagini e testimonianze come la violenza fascista aveva rivolto le sue attenzioni verso gli scout fin dai primi anni. Ha letto la lettera di un genitore che si lamentava dei trattamenti subiti dal figlio e dai suoi amici.

Agostino Migone De Amicis, presidente della Fondazione Baden ha raccontato il suo legame con Genova, dato che proprio nella sua casa, villa Migone, è stata firmata la resa dei tedeschi ai partigiani.

Ha presentato due filmati che sono stati realizzati durante le attività degli scout delle Aquile randagie, ragazzi milanesi che non hanno smesso di fare scautismo tra il 27 ed il 45.

I ragazzi sono cresciuti con i valori proposti dallo scautismo, sono diventati uomini, alcuni sono stati imprigionati e torturati, alcuni sono morti, alcuni hanno organizzato OSCAR, il gruppo che si occupava di far espatriare in Svizzera perseguitati politici, ebrei. Oltre 2000 persone.

Un giorno in più del fascismo: dopo la caduta del fascismo si sono ricostituiti i gruppi scout, è rimata l’Asci (Associazione Scautistica cattolica italiana), nel 43 a Roma è nata l’AGI, Associazione Guide Italiane (le ragazze scout). Le aquile randagie sono sparite. I ragazzi e gli adulti hanno trovato naturale continuare l’esperienza scout nelle nuove associazioni ricostituite.

Un bel pomeriggio che ha permesso di scoprire aspetti nuovi e antichi dell’essere scout e che riconferma la validità del metodo scout per educare e crescere i cittadini di domani che cercheranno di lasciare il mondo un po’ meglio di come l’hanno trovato.

 

 

 

 

 

Per saperne di più, puoi rivedere il documentario di Rai Storia sulle Aquile Randagie