Relazione sulla raccolta tappi anno 2018

40 anni con gli ultimi della terra
“Una vita fatta di ponti e non di confini”
(don Carlo Leoni)

Campagna “Dall’acqua per l’acqua… facciamola bere anche in Tanzania”

Il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco da quarant’anni promuove progetti di cooperazione internazionale in diversi paesi del sud del mondo tra cui la Tanzania.
Qui, in particolare, opera nella regione di Dodoma in cui concentra i suoi interventi in settori come sanità di base, agricoltura, scuola e approvvigionamento idrico.


Come è nata la campagna?

L’iniziativa è nata a Livorno 17 anni fa grazie a una collaborazione tra la Caritas Diocesana e la ditta locale Eco Service; si è espansa rapidamente raggiungendo in due anni 197 punti di raccolta in Toscana.
Le città di Firenze, Roma e Bologna sono state le prime ad interessarsi al progetto portando ottimi risultati e ispirando altre regioni a intraprendere un simile cammino.
Nel 2018 hanno partecipato all’iniziativa 14 regioni e ben 372 centri di raccolta di tutta Italia.
La finalità della campagna è stata duplice fin dagli inizi:

  • sensibilizzare la popolazione alla tematica del riciclaggio informando giovani e adulti sulla salvaguardia delle risorse naturali;
  • promuovere la solidarietà internazionale per la costruzione dei pozzi di acqua potabile nella regione di Dodoma in Tanzania.
  • In questi anni il CMSR è riuscito a portare avanti con successo tali obiettivi ottenendo ottimi risultati sia tra i giovani che tra gli adulti.

A chi si rivolge?

A tutti!
La raccolta dei tappi di plastica non è faticosa ma richiede la memoria di compiere quel piccolo gesto che, sommato a quello di altre persone, può fare tanto.
Da anni collaborano con noi scuole, parrocchie, misericordie, aziende, palestre, negozi, singoli cittadini dimostrandoci che raccogliere tappi è semplice e tutti possono farlo.

Qual è il percorso del tappo?

Il viaggio del tappo di plastica inizia proprio dalle nostre case, classi o luoghi di lavoro nel momento in cui decidiamo di conservarlo e di non buttarlo insieme alla bottiglia; da qui verrà portato in uno dei nostri centri di raccolta presenti in tutta Italia dove lo stoccheranno insieme ad altri tappi.
Quando se ne saranno accumulati molti, le ditte locali con le quali collaboriamo li acquisteranno occu-pandosi di ritirarli e procederanno con il primo step di lavorazione: lavatura e macinatura.
Successivamente altri macchinari procederanno alla fusione che darà nuova vita alla plastica, a seconda della produzione, dell’azienda sotto forma di carrelli della spesa, sedie da giardino ecc.
La vendita dei tappi fa sì che il ricavato ottenuto venga utilizzato per finanziare la costruzione di pozzi in Tanzania.
È un ciclo che parte dall’impegno e dalla sensibilità del singolo volontario senza il quale questo processo non sarebbe possibile

Non tutti i tappi sono però idonei!

In che modo otteniamo i fondi?

Collaboriamo in tutta Italia con aziende che si occupano di riciclaggio di materiale plastico e che hanno interesse nell’acquistare i tappi. In questo modo, tramite la vendita, abbiamo modo di ottenere denaro per finanziare la costruzione dei pozzi in Tanzania.

Come realizziamo il pozzo?

La zona è estremamente arida a causa della scarsa piovosità e l’assenza di acqua pulita è un problema molto serio. Gli unici pozzi presenti sono quelli tradizionali, scavati a mano, che attingono a bacini di acqua piovana situati in superficie in cui non è raro si abbeverino gli animali e quindi soggetti a contaminazione.
L’uso di acqua non pulita contribuisce allo sviluppo di malattie gastroenteriche e all’elevata mortalità infantile soprattutto nella regione di Dodoma.
La realizzazione di un pozzo di superficie sicuro è un lavoro complesso che presuppone l’intervento di personale specializzato e materiali idonei.
Qui seguito le fasi principali che permettono la costruzione di un pozzo:

  • indagine idrologica condotta per verificare che l’acqua sia potabile;
  • inizio degli scavi (in caso di acqua potabile) e pulizia del terreno da acqua contaminata e impurità;
  • istallazione dei cilindri di cemento (solitamente 12) che consentiranno di raggiungere la profondità dove si trova l’acqua pulita;
  • costruzione di un canale di drenaggio con cemento e pietra che mantenga una pendenza tale da evitare il ristagno dell’acqua;
  • installazione di una pompa manuale che potrà così portare l’acqua in superficie. Quest’ultima non fuoriuscirà perché l’ultimo anello di cemento sarà chiuso e rialzato rispetto al canale di drenaggio;
  • formazione di un comitato che avrà il compito di garantire la manutenzione e la gestione dell’impianto idrico.
    Una volta che il pozzo è completato la popolazione del villaggio può attingere “acqua potabile” da una fonte vicina alle proprie abitazioni.

Quanto costa realizzare un pozzo?