Verso un nuovo Statuto del M.A.S.C.I.

[mypdf file=”2014/07/sintesiproposteal14giugno2014″ title=”Sintesi delle proposte pervenute dalle regioni al 14 giugno 2014″]

[mypdf file=”2014/07/bozzapropostaliguria” title=”Bozza proposta regione Liguria”]

[mypdf file=”2014/07/modificastatuto1″ title=”La proposta di Gianni Molini”]

[mypdf file=”2014/07/storiastatutomasci” title=”La storia dello statuto del Masci di Carlo Guarnieri”]

 

 

Sabato 21 giugno 2014, presso la sede regionale, si è svolta la prevista riunione aperta a tutti coloro che sono interessati a dare un contributo per un nuovo Statuto del M.A.S.C.I. che sarà discusso e approvato nell’Assemblea straordinaria del prossimo anno.

Alla riunione hanno preso parte Adulti scout di 4 Comunità, sotto la guida di Mauro Caputo, referente regionale e coordinatore del lavoro. Oltre al segretario regionale erano presenti Gianni M., Roberto U., Mario R., Sergio M., Roberto M., Giancarlo L. e Guido V.

La riunione è durata un pò meno di tre ore. Dopo il punto della situazione, è stato preso in esame il documento di sintesi predisposto da M. Caporale del Comitato esecutivo che mette a confronto tutte le proposte presentate dalle varie regioni.

Sostanzialmente sono tre i filoni delle proposte di cambiamento che così possiamo riassumere:

– modifiche che riguardano la diarchia, ovvero la presenza di un uomo ed una donna a ricoprire i vari livelli di servizio.

– modifiche che riguardano la struttura e l’organizzazione del Movimento (governance, si direbbe oggi).

– modifiche agli articoli riguardanti i principi e finalità del movimento.

La prossima riunione è fissata per martedi 8 luglio alle ore 19 presso la sede regionale del Fassolo.

Una terza riunione è fissata per il giorno 22 luglio, stesso luogo, stessa ora, salvo modifiche.

In questa pagina trovate tutti i documenti necessari a partecipare al dibattito.

Ecco una prima bozza delle nostre proposte.

REGIONE LIGURIA

Proposta di modifiche allo statuto – BOZZA

 

 

Principi fondamentali

Non si vedono ragioni sostanziali che giustifichino modifiche a questa parte dello statuto, si ritiene di lasciarla invariata.

 

Diarchia

Dall’analisi degli strumenti ritenuti indispensabili alla realizzazione della “mission” del Movimento, e cioè dell’educazione permanente degli adulti, la diarchia non appare come una necessità imprescindibile.

Storicamente la diarchia nasce in AGESCI come strumento indispensabile fondamentalmente per due motivi:

– la fusione con l’AGI nel 1974 e, data la differenza numerica, l’esigenza di veder comunque rappresentata la parte femminile (AGI) senza perderne la valenza,

– il principio pedagogico irrinunciabile per l’educazione dei ragazzi quale rappresentazione concreta delle figure paterna e materna.

Nel mondo degli adulti queste necessità non sussistono e non sono mai esistite.

Ciò nonostante si ritiene che, per chi ha praticato ed apprezzato la diarchia nel mondo giovanile, possa continuare ad essere praticata come una opportunità da non tralasciare.

Sono evidenti invece le ragioni ostative dal punto di vista organizzativo, con particolare riferimento alla assunzione delle decisioni necessarie alla gestione chiara del movimento e all’importanza di evitare conflitti di competenze e di ruolo a livello apicale.

Per tutto ciò si ritiene non debba essere introdotta al livello nazionale, mentre possa essere presa in considerazione in modo facoltativo e volontario a seconda delle diverse esigenze che possono manifestarsi a livello locale sia regionale che di comunità, normandole comunque nel regolamento regionale e nella carta di comunità.

Tutto ciò fermo restando la unicità di rappresentanza e di spesa.

 

Nuove forme di appartenenza

Importante appare l’ampliamento delle forme di adesione e di partecipazione al Movimento.

Ricordando che la nostra proposta è rivolta a tutti gli adulti anche senza esperienza giovanile di scautismo, occorre uno sforzo di fantasia per rendere più graduale e più appetibile l’adesione al Movimento a seconda delle possibilità e delle sensibilità che caratterizzano il mondo degli adulti, a partire da chi ha bambini piccoli e problemi lavorativi fino agli anziani con tutti i problemi che l’avanzare dell’età comporta.

 

Limiti geografici delle regioni

In linea di principio si è favorevoli all’accorpamento di regioni troppo piccole con regioni limitrofe più grandi, come alla suddivisione di regioni troppo grandi.

Questo ai fini di una rappresentanza meglio distribuita.

 

 

 

Elaborazione e proposta delle linee programmatiche

Si conviene della necessità di svincolare la elaborazione delle linee programmatiche dal momento assembleare che dovrebbe essere limitato alla loro ratifica, sgombrando così il campo da improvvisazioni, superficialità e sorprese che spesso vanificano il valore che le linee programmatiche hanno per la vita e lo sviluppo del Movimento.

Si ritiene che tale elaborazione possa essere demandata ad un convegno dei magistri con il CN, che sia anche un momento di festa e di conoscenza e non solo un espletamento istituzionale. (concetto da ampliare).

 

 

Strutture di servizio

 

Premessa

Per affrontare questo tema occorre porsi alcune domande:

– si ritiene che rappresentatività e operatività possano o debbano essere concentrate in una unica figura o forse è meglio che queste due funzioni siano separate?

– la responsabilità strategica e responsabilità realizzativa possono convivere in una unica funzione?

– il compito di garanzia del rispetto del dettato statutario deve essere appannaggio di una sola figura o può essere rappresentato da più figure ugualmente responsabili di fronte al Movimento?

– la collegialità è preferibile alla unicità?

Dalla risposta a queste domande discendono possibili alternative differenti tra di loro.

Resta comunque fondamentale la chiara definizione dei ruoli e delle competenze delle strutture di servizio per evitare quello che nel passato è stato e ancora oggi è un problema irrisolto, e cioè i conflitti tra ruoli, ma soprattutto i conflitti tra le persone.

 

Proposta

Assemblea

Si ribadisce la sovranità della Assemblea per delegati.

Elegge il Presidente Nazionale e ratifica le linee programmatiche del triennio.

L’Assemblea è costituita dal Consiglio Nazionale e dai delegati eletti.

Oggi delegati sono troppi, specialmente in ottica di sviluppo numerico del Movimento.

Potrebbero essere votati dalle regioni in base ad un principio di proporzionalità; ad esempio:

1 delegato per regioni con un numero di comunità fino a 5

2 delegati per regioni con un numero di comunità fino a 10

3 delegati per regioni con un numero di comunità fino a 15

4 delegati per regioni con un numero di comunità fino a 20

5 delegati per regioni con un numero di comunità fino a 25

6 delegati per regioni con un numero di comunità fino a 30

7 delegati per regioni con un numero di comunità fino a 40

8 delegati per regioni con un numero di comunità oltre a 40

 

Nella situazione attuale i delegati sarebbero 75.

Presidente Nazionale

Eletto dall’Assemblea dei delegati

con funzioni di:

rappresentanza del Movimento e gestione del Consiglio di Presidenza

 

Consiglio di Presidenza

Costituito da xx consiglieri eletti su base territoriale oltre a un responsabile della comunicazione, all’amministratore e al Segretario Internazionale, nominati dal consiglio in base alle specifiche competenze.

Con funzioni di:

garanzia della corretta applicazione dello statuto e del patto comunitario,

elaborazione delle linee strategiche e di sviluppo del Movimento,

relazioni con tutte le altre associazioni scout e non con cui si ritenga di entrare in contatto e di collaborare,

relazioni internazionali,

elaborazione delle strategie comunicative sia a mezzo stampa che  mediante tutti gli strumenti messi a disposizione dalle moderne tecnologie,

elaborazione di piani editoriali per la produzione di libri, quaderni e quant’altro che sia orientato a formare e costituire l’identità del Movimento,

individuazione ed assegnazione dei budget di spesa a seconda dei settori di intervento decisi.

Collaborazione con la funzione operativa per la realizzazione delle linee programmatiche mediante individuazione di ambiti e di priorità.

Si riunisce autonomamente almeno tre volte all’anno.

 

Segretario Nazionale

Eletto dal Consiglio dei Segretari tra candidati di loro scelta (qualora venisse scelto uno dei Segretari Regionali in carica quest’ultimo decadrà dall’incarico regionale).

Con funzioni di:

coordinamento e gestione del Consiglio dei Segretari e responsabile, insieme ai Segretari Regionali, della realizzazione delle linee programmatiche secondo le priorità e negli ambiti decisi dal Consiglio di Presidenza.

Coordina e segue gli incaricati a progetto.

 

Consiglio dei Segretari

Costituito dai Segretari Regionali eletti dalle Regioni e dagli incaricati a progetto nominati dal Consiglio dei Segretari per la durata di ogni singolo progetto (insieme ai SR sostituiscono in toto il vecchio Comitato Esecutivo).

Con funzioni di:

Definizione dei progetti delle modalità operative per la realizzazione delle linee programmatiche a livello nazionale e a livello regionale così come decise dal Consiglio di Presidenza.

Gestione dei problemi delle regioni e trasferimento al Consiglio di Presidenza delle istanze territoriali.

Si riunisce autonomamente almeno tre volte all’anno

 

Consiglio Nazionale

Costituito dal Consiglio dei Segretari insieme al Consiglio di Presidenza, si riunisce almeno una volta all’anno, viene coordinato dal Presidente Nazionale.