Riflessioni su “Laudato sii”: una veglia per Natale

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Questo schema è  scaturito dalla lettura della “ Laudato sì “

( L S da ora  in poi ) e consta di quattro punti :

1) la creazione 2) la creatura / le creature  3) l’ Incarnazione  4) la mia

risposta          personale

 

1) La   bellezza della creazione.

Quante immagini potremmo evocare nella nostra mente per  sostenere questa idea !

Quando , dal balcone di casa, in certe mattinate invernali  terse  e soleggiate guardo  il ponente : il mare azzurro, la costa e dietro le colline liguri spuntano delle cime innevate , le  propaggini delle Alpi.

Oppure, pedalando sui Piani di Praglia, una folata di vento porta via le nuvole e , all’improvviso, compare la sagome nota del Monviso , il che ti ripaga di tutta la fatica .

Ma è inutile tentare di dipingere qualche paesaggio. Veglie alle stelle, tramonti  infuocati sulle routes  delle “ alpi nostrane “ , il sorgere dell’alba al campo….. chiunque potrebbe aggiungere  esperienze  simili di contatto con la natura , che , nei poeti romantici ( penso a quelli inglesi , che conosco meglio ), erano diventati sostanza e contenuto  esperienziale , molto più che  semplice forma.

Addentriamoci  nei mari tropicali   e  subtropicali , incontriamo le barriere coralline , che corrispondono alle grandi foreste della terraferma , perché ospitano approssimativamente un milione

 di specie …  “( L S 41 )

Ricordiamo, per esempio, quei polmoni del pianeta colmi di biodiversità  che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi falde acquifere e i ghiacciai “ ( L S 38 )

Questo è lo sguardo di Francesco in un’argomentazione  vasta e complessa, per i contenuti sia  ecologici che sociali ed  esistenziali.

E’ un’argomentare che rivela un interesse tenero ed amorevole  :

“ … poiché tutte le creature sono connesse  tra loro, di ognuna dev’essere riconosciuto il valore con affetto ed ammirazione , e tutti noi esseri creati abbiamo bisogno gli uni degli altri “  ( L S  42 )

2)Le creature , appunto.

L’opera della creazione ( i monti, i laghi, i mari e gli oceani, le pianure e i fiumi ) comprende anche le creature .

Francesco insiste : “ Tutto è in relazione , e tutti noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, legati dall’amore che Dio ha per ciascuna delle sue  creature e che  ci unisce anche tra noi , con tenero affetto, al fratello sole, alla sorella luna, al fratello fiume e alla  madre terra “ ( L S 92 )

Tra le creature emerge la creatura capace di un  pensiero creativo e di produrre cultura , nel senso di dare un’interpretazione al mondo  e di intervenire su di esso per dirigerlo , cosa che ness’un altro

essere “ intelligente “ ( la  scimmia o il delfino, l’elefante o il cane ) è in grado di fare .

Ahimè , però il rapporto tra l’uomo ed il resto del creato è un punto

“ debole “  . La creazione è bella, ma è ,contemporaneamente , fragile.

Quando si propone  una visione della natura unicamente come oggetto di profitto e di interesse, ciò comporta anche gravi conseguenze per la società. La  visione che rinforza l’arbitrio del più forte ha favorito immense diseguaglianze, ingiustizie e violenze per la maggior parte dell’umanità, poiché le risorse diventano proprietà del primo arrivato o di quello che ha più potere : il vincitore prende tutto “  ( L S 82 )

La denuncia è forte ed è globale , molto chiara :

“ …… i poteri economici  continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale , in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria che tendono ad ignorare ogni contesto e gli effetti sulla dignità umana e sull’ambiente . Così si manifesta che il degrado ambientale ed il degrado umano ed etico sono intimamente connessi.

Molti diranno che non sono consapevoli di compiere azioni immorali, perché la distrazione costante ci toglie il coraggio di accorgerci della realtà di un mondo limitato e finito. Per questo qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato, trasformati in regola assoluta “ ( L S 56 )

I commentatori dicono che questo linguaggio riecheggia quello dei teologi della Teologia della Liberazione dell’America Latina ( tipo Leonardo Boff )  e   per capire che la critica è rivolta a tutto

“ il sistema capitalistico “ e che  ce n’è anche per gli ecologisti che  non considerano il collegamento che esiste tra tutti gli aspetti della questione cosiddetta “ ecologica “ :

E’ evidente l’incoerenza  di chi lotta  contro il traffico di animali a rischio di estinzione , ma rimane del tutto indifferente  davanti alla tratta di persone, si disinteressa dei poveri, o è determinato a  distruggere un altro essere umano che non gli è gradito “ ( L S 91 )

 

3)Riassumiamo .

Primo punto, la bellezza della creazione .

Secondo punto la grandezza della creatura , messa in questo contesto per “ coltivare e custodire  il giardino del mondo “ ( cfr  Genesi 2 , 15 )

Terzo punto : guardiamo la Creatura con la C maiuscola .

Avviciniamoci .

Guardiamo  il  bambinello , addormentato sulla paglia , tra il bue e l’asino che lo  scaldano con il proprio  fiato . Accanto a lui, nella grotta, ci sono anche la sua madre biologica ed il suo padre putativo.

Che dire ?

Avendo tralasciato le dispute tra “creazionisti” ed

“ evoluzionisti” ( non è mia  intenzione addentarmi in questo dibattito ) e dando per scontato che c’è stato un Big Bang , l’uomo di Neanderthal , l homo sapiens, l’evoluzione della specie,  ma avendo accettato il

“ Mistero dell’universo “ ( è il titolo dei paragrafi dal  76 all’83 di L S )  che  cominciano  così :“ Per la tradizione giudeo- cristiana , dire ‘ creazione’ è più che dire natura , perché ha a che vedere con un  progetto dell’amore di Dio , dove ogni creatura  ha un valore ed un significato “  ( L S 76 ) , siamo davanti ad un  altro….. Mistero !

E’ il mistero del presepe che potrebbe insospettire  molti, facendo pensare ad un  romanticismo  melenso e sdolcinato.

Ma  dentro la mia testa c’è  un traguardo che si trova al di là di  questa immagine, che   “ ha appunto a che vedere con un progetto dell’amore di Dio “ , il quale va ben oltre i limiti ristretti di questa grotta palestinese, di questa vicenda storica di un messia “fuori di testa “  con dodici seguaci, che comprende il destino di tutto l’universo e di ciascuno di noi. ….

 

4)  Diamo la  parola a Blaise Pascal  ( 1623 – 1662 ) , il matematico e pensatore . Nella sua epoca ha partecipato alle violente diatribe tra i Giansenisti ( la sua parte ) ed i Gesuiti ( la chiesa Cattolica )   riguardo la purezza  e l’ortodossia  dell’annuncio cristiano .

In una famosa argomentazione , egli immagina di discutere con un uomo di mondo della sua società, un giocatore , una persona  abituata  a scommettere .

Vuole convincerlo 1) della probabilità dell’esistenza di Dio e 2)  della

“ convenienza “  a credere in un Dio cristiano.

Pascal   non sopporta  gli indifferenti , coloro che  “ non si danno pena “ del loro destino , perché “ tutte le nostre azioni ed i nostri pensieri

devono prendere delle strade così diverse “ per il fatto di credere o meno nell’immortalità dell’anima .

Pascal dice che questo giocatore  ha tutta la convenienza a scommettere sull’esistenza di Dio , avendo tutto da guadagnare  con la scommessa sulla felicità eterna e niente da perdere nel caso che la probabilità si rivelasse falsa. Tutto da guadagnare in una direzione di esperienza  in cui egli sarà già ora, in  questa vita ,  “ fedele, onesto, umile, riconoscente , ben disposto, amico, sincero, veritiero “.

Tutto da guadagnare a condizione che questo giocatore d’azzardo

lavori con tutte le sue forze a istruirsi “ , a cercare di capire .

Che sia in ricerca …….

Pascal si preoccupa della salvezza dell’anima del suo ipotetico interlocutore , lo sente come IL  PROBLEMA .

Sotto questo aspetto le cose non sono mutate rispetto a 365 anni fa.

Tutto lo  schema fin ad ora  seguito rimane vuoto se non c’è la mia risposta personale.

Non sto parlando di idee , ma di atteggiamenti, comportamenti, scelte concrete e politiche  che incidano sul mio / tuo / nostro quotidiano.

 

Mi sono messo nei panni del catechista , perché forse anch’io , come Pascal, voglio convincerti, forzarti a scommettere .

 

Non ho la pretesa di farti cambiare testa .

Ci sono resistenze, storie , situazioni di vita , legami, condizioni       personali           che non riesco neanche ad  immaginare .

Forse sono le idee quelle che sembrano creare un muro :

l’idea penta stellata,  l’idea marxista , l’idea democratica, quella liberale ….

Ma qui siamo su un altro livello .

Concludo riportando ancora il pensiero di Bergoglio, dall’esortazione apostolica “ Evangelii   gaudium “ n.i      229 e 231 :

L’annuncio evangelico inizia sempre  con il saluto di pace ( ….  ) La pace è possibile perché il Signore ha vinto il mondo  e la sua permanente  conflittualità  avendolo  ‘ pacificato con il sangue della sua croce’

 ( Col  1,20 ).

Ma se andiamo a fondo in questi testi biblici , scopriremo che  il primo ambito in cui siamo chiamati  a conquistare  questa pacificazione nelle differenze  è la propria interiorità, la propria vita   sempre minacciata dalla dispersione dialettica ( …. )

Esiste anche una tensione bipolare  fra l’idea e la realtà.  La realtà semplicemente è, l’idea si elabora.  Tra le due si deve instaurare un dialogo costante, evitando che l’idea finisca  per separarsi dalla realtà.  E’ pericoloso vivere  nel regno della sola parola,  dell’immagine, del sofisma.

 Da qui si desume che bisogna postulare un terzo principio : la realtà                    è superiore all’idea

Io  / tu / noi la conosciamo tutta la realtà ?  La conosciamo bene ?

Parliamone .   Ciao .

Marco