Prof. Becchetti: la ricerca della Felicità

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Di seguito la relazione del professor Becchetti, economista e docente universitario al convegno di Caserta sull’educazione degli adulti.

Prof. BECCHETTI all’Agorà sull’educazione dell’adulto tenutasi a Caserta – 16/17/18 ottobre 2015.LA RICERCA DELLA FELICITA’

Il prof. Becchetti ha iniziato il suo intervento citando un’affermazione dell’economista J.Stuart Mill : “Sono felici solo quelli che si pongono obiettivi diversi dalla propria felicità personale” .  In pratica se ci dedichiamo agli altri troviamo la felicità lungo la strada.

Se noi viviamo la felicità possiamo affermare che il rendimento più alto è dato dalla gratuità  (che, tra l’altro, parlando in termini  economici  non è influenzato dalla volatilità della borsa).

Il Mercato e il mondo moderno ci fanno vivere spesso queste situazioni utili per raggiungere la felicità ma sta a noi coglierle. Dove sta la leva?

Ad esempio, noi non dobbiamo solo stare vicino al povero; dobbiamo avere l’ambizione di cambiare la sua situazione. Il povero vuole riscattarsi, vuole anche lui donare come noi stiamo donando a terze persone; per cui noi VOGLIAMO CAMBIARE LE COSE ed il massimo di felicità l’avremo quando riusciremo a seminare per produrre questo cambiamento.

Prendiamo ad esempio quanto abbiamo ascoltato questa mattina: Il problema della camorra in questa zona del Casertano.  Se lo analizziamo a fondo, il problema non è la camorra in quanto manovalanza ma l’industria che usa la camorra per i suoi interessi ed il problema, se allarghiamo la nostra visuale, non è solo l’industria, ma la politica che non fa le leggi che proibiscono tutto questo ed infine il problema non è neppure solo la politica, ma siamo tutti noi che non condizioniamo la politica con le nostre scelte di mercato. Il mercato siamo tutti noi che consumiamo giornalmente, noi con le nostre scelte, quindi, possiamo condizionare le scelte dell’industria e tutto ciò se lo consideriamo con attenzione è molto bello.    Ci vuole l’impegno della cittadinanza attiva che premia le scelte. Ad es. l’industria dolciaria Ferrero ha deciso che tutto il cacao che usa per i suoi prodotti verrà comprato sul mercato equo solidale, ma se tutto ciò è avvenuto è stato per l’impegno profuso in tutti questi anni dal mondo legato al mercato equo solidale ed alle botteghe del commercio sparse in tutto il paese che all’inizio potevano sembrare strutture puramente di nicchia. Di conseguenza possiamo affermare che un contagio determina un atto politico che spinge le aziende a cambiare le loro politiche. Oggi le aziende sono particolarmente sensibili al rischio etico e ne hanno un po’ paura; per cui noi dobbiamo insistere nello svolgere queste scelte. Il termine Eco solidale lo si può anche applicare alle scelte della finanza, esiste ad esempio un ente internazionale il “Montreal plage” che assegna un voto all’impronta ecologica delle nostre aziende. Votiamo con il portafoglio premiando le scelte compatibili con l’ambiente. Ambiente che è diventato anche così importante dopo le encicliche di papa Francesco.

Altro problema sollevato questa mattina è quello del gioco d’azzardo, in Italia particolarmente forte. Nel gioco devono essere presenti socialità e capacità, elementi che nell’azzardo non ci sono. Così, prendendo spunto  da un bar  di Biella i cui titolari, vedendo gli effetti negativi che il gioco compulsivo provocava sui loro avventori, avevano rinunciato a continuare a tenere nel loro locale le famose “macchinette” pur rinunciando ad un cospicuo guadagno, è partita via via in molte città italiane l’ iniziativa volta a privilegiare,  nelle nostre scelte  di consumo,  i locali cosiddetti NO SLOT: il caffè lo vado a prendere solo nei locali privi di macchinette,  il giornale lo compro solo nelle rivendite dove non ci sono tali apparecchi e così via. Con le nostre scelte possiamo spingere lo Stato a promuovere il divieto della pubblicità ingannevole, evitare che il governo possa mettere il bavaglio ai comuni su questo punto. I modi di mobilitazione sono i più vari a partire dai flash mob.

Bisogna mobilitarsi in maniera attiva in tutti i campi, non solo dire che certe cose sono belle ma….