H2Oro: perchè l’acqua deve rimanere pubblica

“In considerazione dell’invito ad una “cittadinanza sempre più consapevole” e dell’adesione del MASCI nazionale al Forum dei Movimenti per l’acqua  (vedi relazione del presidente, al capitolo  “Vita nella società italiana” ) e soprattutto in considerazione del principio indiscutibile che “l’acqua è per tutti” chiediamo:

a) alle strutture di servizio di livello nazionale di sensibilizzare gli adulti scout al problema della privatizzazione dell’acqua attraverso tutti gli strumenti di comunicazione disponibili (Strade Aperte, sito ufficiale del Movimento, altri mezzi che le strutture stesse riterranno più opportune)

b) al Movimento di appoggiare la campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua  e di chiedere a tutti gli A.S. di diffondere al di fuori del Movimento  i principi che sono alla base del voto referendario”.

Così dice la mozione approvata quasi all’unanimità dall’Assemblea nazionale 2010.

E allora diamoci da fare…. il 12 giugno è alle porte.

 

Il libro “H2Oro. Perché l’acqua deve rimanere pubblica” (EMI – Editrice Missionaria Italiana) è stato segnalato come “libro della settimana” sul quotidiano Avvenire, nello spazio classifiche curato da Rebeccalibri, il portale dell’editoria cattolica.

 

«H2Oro. Perché l’acqua deve rimanere pubblica» di Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni è un  libro+dvd sul disinvolto uso che si intende fare di una risorsa pubblica come l’acqua. Contiene il testo e il filmato completo dello spettacolo che la nostra Compagnia teatrale ha rappresentato in tutta Italia, con oltre 320 repliche, suscitando spesso tra il pubblico animati dibattiti, cont ribuendo alla presa di coscienza dell’acqua come bene comune essenziale, stimolando l’interesse e l’assunzione di responsabilità rispetto alla sua gestione nei territori delle nostre province.

Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile, non all’insegna del denaro, ma della dignità umana. (Editrice missionaria italiana: http://www.emi.it/schede/2009-1.html).

I mezzi di informazione non potranno parlare del referendum fino a pochi giorni prima del Referendum day e il Governo sta varando misure di “protezione” – come è già accaduto per il ritorno al nucleare – per indurre la popolazione ad arginare le paure sui pericoli della privatizzazione e puntare quindi al mancato raggiungimento del quorum.

Un referendum, questo sull’acqua, che passerà alla storia per due primati: il numero delle firme raccolte (1.400.000) e il fatto di essere stato promosso non da partiti ma da associazioni e privati. Tocca a noi sensibilizzare chi ci sta attorno con il passa parola ed usare tutti i mezzi a nostra disposizione.

Maria Chiara Di Marco/ITINERARIA

Associazione Culturale e Teatrale ITINERARIA

Via Goldoni 18

20093 Cologno Monzese (MI)

www.itineraria.it