M.A.S.C.I. - Regione Liguria - Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani - La proposta di Educazione permanente per adulti
 
"Siamo uomini e donne provenienti da strade ed esperienze diverse, ma uniti dalla convinzione che lo scautismo è una strada di libertà per tutte le stagioni della vita e che la felicità è servire gli altri a partire dai più piccoli, deboli ed indifesi" (dal Patto Comunitario degli Adulti Scout)
Giuseppino Morando
 
 
IN RICORDO DI GIUSEPPINO MORANDO

 

Giuseppino Morando con Edilio e Pietro

Giuseppino (a destra) con Pietro ed Edilio premiati quali soci fondatori della Comunità Valpolcevera in occasione del 40° anniversario

La firma della Carta di Comunità del 2002

Giuseppino firma la Carta di Comunità aggiornata nel 2002

Il portiere della squadra dei giovani

Un portiere senza età: con i guantoni pronto per la partita al Campo Estivo a Balme

In cucina ai Broxi

Con Enzo e Piniccia in cucina per preparare il pranzo dell'Assemblea Regionale ai Broxi.

Estote parati....: Giuseppino era pronto!

"Sono pronto" aveva confidato ad Arnaldo, che dall'Abbazia di Chiaravalle lo sentiva quasi tutti i giorni al telefono. E pronto per l'ultima partenza lo era davvero. Sapeva persino scherzare sul suo funerale.

Ho conosciuto Giuseppino nel 1968, quando ero un novizio scout e lui era uno degli Adulti Scout del nascente Gruppo Adulti Scout Valpolcevera.

Facendo i conti aveva trent'anni, ma alla mia età di allora ogni persona con più di 18 anni era già anziano..

In quegli anni era il nostro "intermediario" con il Magister per farci imprestare la "Baita" alla domenica pomeriggio, per passare il pomeriggio giocando e ascoltando musica. Un occhio rivolto ai giovani.

In questo non è mai cambiato: Giuseppino era il giovane senza tempo che aveva sempre la battuta pronta per tutti: genitori e figli.

Indimenticabili le serate ai Campi Estivi: quando partiva con le sue battute e le sue storie la serata era memorabile.

Penso che abbia vissuto la sua vita da vero Scout, sempre pronto a servire il prossimo.

Non amava le riunioni "cervellotiche", ma non si sottraeva ad esse.

Preferiva decisamente l'azione, ma frutto di una piena scelta di servizio.

Per anni è stato il "Capo Minestrone" e "Capo polenta", sempre pronto, con la moglie Vittorina, ad intervenire dove fosse necessario preparare un pranzo o una cena.

Da circa vent'anni era al servizio della Parrochhia anche con le sue competenze professionali. Penso che gli ultimi tre Parroci di Rivarolo (Don Prospero, Don Michele e l'attuale Don Lino) non dimenticheranno facilmente l'amicizia e la Fede semplice e vera di Giuseppino.

Come tutti aveva dei difetti, ma la sua umanità glieli scontava tutti.

Ne ricordo uno in particolare: era sampdoriano.

Buona strada Giuseppino!

Guido

 

 
 
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