La tavolata senza muri 2020

Da dove siamo partiti

Da Roma all’Europa: la Tavolata senza muri arriva alla sua terza Edizione con motivazioni, obiettivi e con un messaggio, di accoglienza ed inclusione, che coinvolge i cittadini di questo Continente.

Un processo che può definirsi come una conseguenza della prima “Tavolata romana senza muri”, realizzata il 20 ottobre 2018 a Roma in Via della Conciliazione alla quale parteciparono circa un migliaio di persone con l’adesione di 109 tra Associazioni del Terzo Settore e ONG, e della successiva “Tavolata italiana senza muri”, organizzata nuovamente su via della Conciliazione a Roma e in contemporanea in atre 22 città italiane il 15 giugno dello scorso anno.

In entrambe le due edizioni la Tavolata a Roma è stata promossa da FOCSIV – Volontari nel mondo d’intesa con MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani ed in collaborazione con il Municipio I Centro. La Tavolata è stata un grande momento di convivialità e di condivisione di un pensiero comune: un’Italia accogliente, capace di inclusione e di pacifica convivenza è una realtà e annovera moltissimi cittadini in tante città diverse.

.La Tavolata è nata dall’esigenza di dare un segnale forte e chiaro pur semplice, come lo è il condividere un medesimo desco ed un pezzo di pane. Un bisogno di rispondere ad una politica che stava scegliendo la strada dei muri, dei porti chiusi, dell’invasione dei migranti, delle città dell’io, in quella visione miope senza una prospettiva e senza un futuro sostenibile. Tutto racchiuso nella frase più volte pronunciata: “prima gli italiani”, dimenticando la storia di un Paese che da sempre è stata terra di incontro tra culture e genti di ogni luogo.

Il successo dell’iniziativa romana dell’ottobre 2018 e di quella successiva italiana di giugno 2019, questa ultima originata dalle numerose richieste di adesione pervenute da diverse città ed associazioni, avevano portato gli stessi co-organizzatori a ritenere che, anche alla luce degli effetti delle decisioni politiche dei diversi paesi europei in materia di migrazione, di accoglienza ed integrazione, fosse necessario dar vita a una serie di Tavolate da organizzare a Roma e nelle altre città italiane ed europee. Tale evento si sarebbe dovuto svolgere il 6 giugno scorso, ma ad aprile 2020, a causa della situazione provocata dalla pandemia, ha convinto i co-organizzatori a rimandare la Tavolata in un momento più idoneo.


La Tavolata senza Muri del 2020

Alla luce di quanto abbiamo vissuto in questi mesi, in quella surreale sospensione del mondo nel suo correre quotidiano negli affari e negli abbracci, in quella necessità di trovare il coraggio di una nuova immaginazione del possibile, come indicato dal Pontefice, e nel doversi sentire parte di una comunità più ampia: quella umana senza preclusioni ed esclusioni. La Tavolata diviene il simbolo di quella barca, evocata dal sagrato di San Pietro da Papa Francesco lo scorso 27 marzo, sulla quale ci troviamo tutti a remare insieme.

«Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti».

Il messaggio della Tavolata senza muri è una metafora potente: è il barcone sul quale tutta l’Umanità è seduta, dal quale si governa per ritrovare una rotta che la riconduca a una comunità più coesa e inclusiva, che ricorda che solo la fratellanza radicale ed umana ci salva dalla tempesta della società dell’egoismo. Su quella barca si è parte e, al contempo, nocchieri. Tutti protesi ad allontanarci dal nostro affanno di onnipotenza e possesso e ad abbandonare la logica di una società dello scarto, ma riportandoci verso la rotta che ci aiuti “a comprendere che siamo tutti parte di una storia più grande di noi e possiamo guardare con speranza al futuro, se ci prendiamo davvero cura come fratelli gli uni degli altri.” Come ci ha indicato Papa Francesco.

La Tavolata in realtà è una Tavolata Universale che vuole far riflettere insieme sull’opportunità che la condivisione del pane e la scelta di stili di vita più equi, solidali e sostenibili possa condurci a un’inversione di quella rotta che fin qui si è perseguita da gran parte dell’umanità. Una rotta che è frutto di una decennale spinta ai consumi, che ha messo in crisi il sistema ambientale, che ha dimenticato la giustizia sociale a favore di un prioritario individualismo, che ha corrotto la trama sociale dell’esistenza umana, per sua natura profondamente connessa.

Ha detto il presidente della Repubblica. “Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale”. L’impegno solidale per la salute può diventare così un vettore di pace e amicizia, capace di influenzare positivamente le relazioni tra i Paesi.

L’organizzare il prossimo 26 settembre la Tavolata a Via della Conciliazione non solo significa non aver tradito l’impegno preso di essere un simbolo di quella Italia solidale ed inclusiva, ma vuole essere la rappresentazione di chi fa proprio il messaggio pronunciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lo scorso 2 giugno, secondo il quale è importante ritrovare “quella unità morale, quella condivisione di un unico destino, di quel sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo.”

Una rappresentazione di quella cittadinanza che in questi mesi ha in più occasioni mostrato solidarietà, generosità, professionalità, pazienza e rispetto delle regole, tutti uniti in un’unità di intenti: il bene comune, un bene superiore ad ogni interesse.


La nostra proposta

 Purtroppo, nella incertezza del momento sarà opportuno prevedere che la tavolata potesse tenersi di presenza oppure anche virtuale e soprattutto non è detto che la tavolata a distanza debba prevedere una condivisione di cibo ma può strutturarsi in m Per quanto riguarda la Liguria ci stiamo muovendo in questa direzione: invitiamo le  comunità ad una riflessione sui temi della Tavolata da sviluppare in maniera corale coinvolgendo le altre realtà presenti sul proprio territorio, magari registrando l’evento in modo che diventi patrimonio di tutti (non escludendo la possibilità di un intervento in diretta durante la Tavolata di Via della Conciliazione).

Per entrare più nel merito delle possibili iniziative, come comitato esecutivo, abbiamo pensato ad una riflessione fatta a più voci sulle periferie e sui rischi di esclusione che queste realtà hanno. Un luogo simbolo: in Valpolcevera, “la radura della memoria” sotto il nuovo ponte, dedicata alle 43 vittime del crollo del 14 agosto 2018. Una tragedia che oltre a chi ha perso la vita ha coinvolto migliaia di persone, spesso fragili, generando nuove esclusioni e nuove marginalità.

La riflessione potrà essere registrata e poi successivamente trasmessa o proiettata, oppure condivisa in tempo reale con Via della Concilazione nel corso della giornata del 26 settembre.